IL CASO

Malaria, il gip dice no all'archiviazione del caso sulla morte di Sofia

Fissata una nuova udienza a luglio. Per la morte della bambina di 4 anni di Piedicastello c’è un’unica indagata, una delle infermiere del reparto di pediatria, la quale respinge le accuse



TRENTO. Un’altra udienza. Così ha deciso il gip Marco La Ganga sul caso della malaria che ha ucciso Sofia Zago, una bambina di soli quattro anni, il 4 settembre del 2017, indagine dove c’è un’unica indagata, un’infermiera. Un’altra udienza perché il giudice non ha accolto la richiesta di archiviazione della procura avanzata nell’ottobre dello scorso anno.

Cosa significa? Due sono le opzioni: il giudice in sede di udienza potrebbe chiedere un supplemento di indagine alla procura, oppure potrebbe decidere per l’imputazione coatta dell’infermiera del reparto di pediatria del Santa Chiara. Reparto dove è era ricoverata Sofia (le era stato da poco diagnosticato il diabete) e anche due bambine appena tornate dal Burkina Faso dove avevano contratto la malaria.

La fissazione di una nuova udienza quindi non rappresenta una decisione, ma la volontà almeno di acquisire nuovo materiale per poter definire il procedimento.

Gli avvocati difensori dell’infermiera, Alessandro Melchionda e Giuliano Valer puntano sul fatto che non ci sono riscontri fattuali che indichino come l’”errore umano” come unica possibile causa del contagio che portò alla morte di una bambina di quattro anni. Ci sarebbe un’ipotesi ma non ci sarebbero certezze o testimonianze. Certo è che Sofia ha contratto la malaria mentre era ricoverata in pediatria a Trento. 













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