Vini

Le bollicine trentine al Vinitaly: il punto sul Trentodoc

Il più importante evento dedicato ai vini italiani arriva a pochi giorni di distanza da un altro evento il “Venice International Wine Trophy Bubbles”, campionato mondiale delle bollicine, dove i Trentodoc hanno sbaragliato il campo conquistando-ben 18 medaglie d’oro e cinque d’argento.


Carlo Bridi


TRENTO. Ci avviciniamo a grandi passi all’importate evento del Vinitaly che aprirà i battenti domenica 14 aprile con la presenza come al solito di una pletora di autorità: presidenti e ministri sfileranno per questo grande kermesse del vino e dell’olio internazionale, a poco tempo dal ProWein di Dusseldorf. Il Trentino enologico, come abbiamo anticipato nei giorni scorsi, sarà presente in massa all’evento sotto l’egida del Consorzio Vini mentre alcuni vignaioli sono ospitati nel padiglione della Fivi.

Dopo aver messo a fuoco il tema dei vini fermi oggi facciamo il punto sul Trentodoc a pochi giorni di distanza da un altro evento il “Venice International Wine Trophy Bubbles”, il campionato mondiale delle bollicine che si è tenuto a Villa Farsetti di Venezia. Ebbene, i Trentodoc pur in presenza di 190 spumanti italiani e 20 Champagne, hanno sbaragliato il campo conquistando-ben 18 medaglie d’oro e cinque d’argento. Al primo posto in assoluto il Trentodoc di Francesco Spagnolli e del figlio Alvise con un Extra brut Disio 2018, un Blanc de Noirs (100% Pinot Nero, 44 mesi sui lieviti), ottenuto con le uve delle viti coltivata da Spagnolli nella sua tenuta a Veronelli, sopra Cimone.

Grande successo anche per il gruppo Mezzacorona che, con il suo Rotari ha conquistato ben tre ori (Alpe Regis Rosè, Riserva Flavio 2015, Alpe Regis Brut 36 mesi), e due argenti, a dimostrazione che anche la cooperazione può raggiungere le vette massime della qualità. Tre ori anche per la piccola maison spumantistica di Aldeno, la Revì, (con tre ori ottenuti con il Blasè 2017, il Cavaliere Nero 2017 e il Paladino 2018).

Ma con quale spirito l’Istituto Trentodoc si presenta al Vinitaly? Ne abbiamo parlato con il neo presidente dell’Istituto Stefano Fambri. Partiamo da un dato, il 2023 si è concluso con lieve calo di bottiglie vendite, contro i 13 milioni del 2022 nel 2023 il numero è sceso a 12.800.000.

«Non ne farei assolutamente un problema - afferma il presidente - visto il quadro generale del mercato dei vini fermi che ha sofferto molto di più delle bollicine. Per noi ora è fondamentale un consolidamento delle posizioni raggiunte, ed impegnarci nel far percepire dal vasto mondo dei consumatori l’alta qualità dei nostri Trentodoc che, come ha dimostrato anche l’importante evento di Venezia, si collocano ai vertici a livello internazionale. E’ con questo spirito che ci presentiamo anche al Vinitaly».

«Come Istituto – afferma il presidente –  vogliamo proseguire nell’offerta ai nostri associati che non hanno un proprio stand, del supporto logistico per i propri assaggi, coinvolgendo i sommelier dell’AIS per una serie di degustazioni».

Ma a livello di previsioni di mercato quali sono le indicazioni emergenti?

Autorevoli agenzie aprono ad aspettative positive: Statista indica che i consumi del vino dovrebbero crescere del 10% dal 2023 al 2028, mentre il consumo delle bollicine dovrebbe aumentare di ben il 14% nello stesso periodo. Dan canto suo il recente rapporto Global Wine Market Size di Research & Marketing prevede una crescita del mercato globale del vino tra il 2023 e il 2027, del 2,1% in volume e dell’8,8% annuo in valore.

E il rapporto vini rossi e bianchi e rosati?

Lo spostamento verso i bianchi è consolidato, i rossi sono scesi al 43%, altra novità che si va consolidando è quella dei vini con scarso grado alcoolico, il mercato si sta espandendo a vista d’occhio.













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