Roveré, ancora polemiche fra i soci sulla Cantina Sociale

ROVERÉ DELLA LUNA. Con l'arrivo del nuovo anno sono partite le lettere di convocazione, firmate dal presidente Diego Coller, dei soci della Cantina Sociale. Lettere sulle quali è scritto...


Marco Weber


ROVERÉ DELLA LUNA. Con l'arrivo del nuovo anno sono partite le lettere di convocazione, firmate dal presidente Diego Coller, dei soci della Cantina Sociale. Lettere sulle quali è scritto espressamente che la convocazione ha lo scopo di informare la base sociale sulle opzioni possibili in relazione al rimodernamento dell'edificio esistente. Le opzioni possibili sono in realtà al momento due: non solo la ristrutturazione della cantina esistente ma, in alternativa, l'acquisto di un terreno sul quale costruire un nuovo edificio. Il presidente Coller e il suo direttivo stanno puntando sulla seconda opzione, con specifico riferimento a un terreno di proprietà della famiglia Casatta che si trova a inizio paese provenendo da Mezzocorona. Nei mesi scorsi sono stati già versati 50.000 euro a titolo di “opzione di acquisto”, denaro che, nel caso non si procedesse con la compravendita, non verrebbe restituito alla cantina. Gli imminenti incontri tra soci e direttivo sono organizzati in gruppi ristretti: trenta soci alla volta. Presumibilmente perché, avendo l'ultima assemblea reso palesi dei malumori nella base sociale, si sono ritenuti necessari incontri meno affollati. Si è evidentemente pensato che con questo metodo è possibile rispondere in maniera più puntuale a eventuali domande di chiarimento. Il sospetto però, da parte dei soci “dissidenti”, è che si utilizzi questo metodo per fare pressione.

«Non si capisce perché occorre ricorrere a incontri a piccoli gruppi – afferma il socio Fabrizio Togn – per spiegare quello che già si è spiegato in assemblea. Non è che vogliono convincere chi è titubante sull'acquisto del terreno Casatta usando la pacca sulla spalla? Nessuno mette in dubbio la necessità di avere una cantina al passo coi tempi, quello che noi sosteniamo è che il prezzo del terreno Casatta, legittimamente richiesto dalla proprietà, è eccessivo in base ai valori attuali di mercato». Quindi secondo lei la soluzione migliore è la ristrutturazione dell’attuale sede? «Fino a qualche anno fa esisteva un'opzione di ristrutturazione dell'attuale sede, peraltro elaborata anche dall’attuale Cda, la cui spesa prevista era più o meno la metà di quella dichiarata nell'ultima assemblea. Possibile che quel progetto sia diventato vecchio improvvisamente? Ma soprattutto, possibile che i costi di ristrutturazione siano lievitati del doppio in così pochi anni? Sono tante le perplessità che andrebbero chiarite. Possibilmente alla presenza di tutti i soci contemporaneamente». A quanto pare gli attriti con i soci dissidenti non sono assolutamente in via di appianamento e gli incontri “ristretti” a 30 soci alla volta stanno unicamente facendo sorgere ulteriori dubbi.















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