Buona la prima esperienza della “Biblioteca vivente” 

La sperimentazione a Mezzocorona. Settanta prenotazioni in quattro ore a fine giornata Il maggior numero di richieste per Elena, donna poliziotto. Ma sono piaciute anche le altre storie



Rotaliana. “Biblioteca vivente”: 70 prenotazioni e soddisfazioni per i 15 “libri”, ma si attendevano più lettori. Si rifarà a Roveré. Sono state circa 70, in quattro ore, le prenotazioni dei 15 libri-persona presenti per la “Biblioteca vivente”, con un riscontro di sincera soddisfazione per chi presentava il proprio tema e per chi lo ascoltava. Il movimento in biblioteca ha visto anche un costante rapporto fra le postazioni: quando una “persona-libro” era libera andava a “leggersi” un collega. Il quarto d’ora da dedicare ad ogni lettore è stato sforato quasi sempre perché i dialoghi umani sono fatti di emozioni che si prendono lo spazio che serve.

«Ci aspettavamo qualche persona in più - commenta Margherita Faes, referente della biblioteca - però l’iniziativa ha avuto una bella accoglienza e anche un’inaspettata eco in altre biblioteche, che mi hanno chiamata per conoscere i dettagli». Anticipa poi che a novembre la sperimentazione verrà riproposta a Roverè della Luna: «Però avrà un taglio diverso: le tematiche saranno tutte legate alle professioni».

Le esperienze

A fine pomeriggio si è visto che tutti hanno avuto visitatori. Il maggior numero è stato per Elena Zoccante che raccontava il suo essere donna poliziotto. Ma sono piaciute anche le esperienze vissute: le strategie per convivere con la dislessia, spiegate da Riccardo Tarter, fare la ragazza alla pari in Inghilterra, secondo Camilla Marcon, o sul Servizio civile da Daniele Bebber e da Amy Sphao.

Le passioni

Anche le passioni hanno incuriosito: quella di Leone Melchiori per la storia locale, che lo ha fatto diventare un vero esperto, quella decennale di Giorgio Degasperi per il teatro o quella di Luca Bazzanella per la fotografia. Marilena Luchin e Alessandro Rossi hanno narrato come dietro un uomo che affronta una cima 8000, dopo aver sconfitto un cancro, ci sia una compagna che sa gestire l’ansia e condividere quella felicità. La lotta contro la leucemia aveva la voce veritiera di Bruna Zeni, lo sport quella dinamica di Quinto Leonardi; Margherita Faes e Anna Tava proponevano riflessioni sulle risorse personali.

Un momento di raggruppamento è nato intorno a Gianluca Galassi, che gioca nella Nazionale di volley, ed era passato a prendere sua madre Nicoletta Dallapé, intenta a illustrare, appunto, il sogno realizzato di quel figlio di due metri.

Fuori del palazzo, il Settembre Rotaliano invitava a mangiare, ascoltare musica, incontrare i conoscenti, ma l’assessore Monica Bacca confermava che «questa iniziativa culturale completava bene il quadro delle proposte con il valore aggiunto di far emergere le risorse umane». Lei, ad esempio, aveva appena terminato di “leggere” Carla Martinelli, perché ha il Cammino di Compostela fra i desideri: «Avevo già le informazioni, ma una testimonianza diretta dà di più». Perché i libri parlano, ma i libri-persona rispondono pure.

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