Storie di voti e reliquie del patrono di Vezzano  

Aggiornato il libro sul santuario di San Valentino

Vezzano. Nel santuario a sud del paese di Vezzano, sabato alle 17 verrà presentata la ristampa di “Il santuario di San Valentino in Agro”, pubblicazione curata, nel 2002, dalla compianta Valentina...



Vezzano. Nel santuario a sud del paese di Vezzano, sabato alle 17 verrà presentata la ristampa di “Il santuario di San Valentino in Agro”, pubblicazione curata, nel 2002, dalla compianta Valentina Grazioli Garbari, rielaborata da Diomira Grazioli, integrata da una nota archeologica della dottoressa Nicoletta Pisu (Ufficio beni archeologici della Provincia), pubblicata dall’assessorato alla cultura di Vallelaghi. Interverranno l’assessore Verena Depaoli e Diomira Grazioli. Intermezzi musicali della Corale Sant’Elena di Cadine.

I vezzanesi sono particolarmente devoti a San Valentino, loro patrono con San Vigilio. Il Comune di Vezzano, con le sue frazioni, una di queste era Padergnone, il 14 febbraio 1944 chiese infatti l’intercessione di San Valentino per ottenere “la grazia di poter rimanere illesi nelle proprie case, immuni da evacuazioni, da bombardamenti e da altri mali che potrebbero venire per cause di guerra, inoltre impetra la protezione sui soldati e lavoratori lontani, impegnandosi a rinnovare il voto la prima domenica di settembre per molte generazioni ogni anno”. Il voto fu rinnovato il 14 febbraio 1945. Quando gli alleati giunsero tra Dro e Pietramurata e gli aeroplani sganciavano bombe anche vicino a Vezzano, la rovina sembrava imminente. Il 2 maggio invece cessò il rombo dei cannoni piazzati nel paese di Vezzano, l’esercito germanico si arrese e si concluse il secondo conflitto mondiale. Il 14 febbraio di un anno non precisato alcuni ragazzi videro con grande meraviglia un roseto fiorito proprio lì dove ora c’è il santuario di San Valentino.

Si scavò accanto alla pianta fiorita in pieno inverno e si trovarono le reliquie di San Valentino, protette da una tegola, e un vasetto contenente le ceneri di San Parentino. Tegola e vasetto erano coperti da iscrizioni incise, che permisero l’identificazione del contenuto. Le reliquie sono ora conservate nell’altare, dedicato al patrono, della chiesa di Vezzano. La tegola è stata murata su una parete a fianco. Presenta una scritta in latino, che tradotta afferma: “Il 4 aprile dell’860 qui sono state sepolte le ossa certe di S. Valentino”. La scritta sul vaso conferma che dentro ci sono le ceneri di Parentino. Nella sacristia del santuario sotto l’altare c’è questa scritta latina: “Questo è il luogo dove sono state trovate le reliquie dei Santi Valentino e Parentino”. E.Z.















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