il lutto

La comunità trentina piange la scomparsa di Bruno Masè, fra i promotori di Trentino Solidale

Nel 2005 l’idea di stoppare lo spreco di alimenti e di chiedere ai supermercati trentini di aiutare le famiglie più bisognose destinando loro il cibo: iniziò così un percorso di solidarietà e altruismo che si è concretizzato nel 2009



TRENTO. La comunità trentina piange la scomparsa di Bruno Masè, scomparso sabato 31 luglio a 83 anni.  Una colonna del mondo del volontariato solidale del Trentino, tra i promotori di Trentino Solidale. 

Classe 1938, nato a Fiume, con metà del sangue tedesco, una vita spesa a contatto coi supermercati di allora, con le centrali del latte, funzionario a Mezzolombardo e poi direttore sia a Trento e Rovereto della Cassa di Risparmio, nel 2005 fu tra i promotori di Trentino Solidale “prima versione”. Lo ideò vedendo per conoscenza lo spreco che avveniva quotidianamente all’esterno dei magazzini di alimentari. Quindi, usufruendo della stima conquistata, della fiducia e della considerazione di direttori e proprietari, li convinse a farsi dare ogni giorno il cibo che altrimenti sarebbe finito nei cassonetti. Ed ebbe inizio così un lungo percorso, anche accidentato, fatto solo di solidarietà ed altruismo, con l’inizio in cui i pacchi viveri andavano a don Dante, alle mense universitarie, ai padri Venturini, ai Cappuccini, alla Casa della Giovane, ai bisognosi. Tante famiglie. Poi nel 2009, fu uno dei cinque fondatori del Trentino Solidale “vero”, mai nel direttivo ma socio fisso, costante, assillante nella sua puntualità di raccolta.

A ricordarne la figura è anche Diego Andreatta: «Ispirato da una fede robusta e concreta, aveva avuto un ruolo propulsore anche nelle iniziative di carità delle parrocchie trentine e aveva più volte scritto al settimanale diocesano per segnalare situazioni di particolare bisogno o ingiustizie che dovevano essere risolte con carità e impegno anche politico. Era una persona che ha vissuto in modo radicale l’invito del vangelo di Matteo al capitolo 25».













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È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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