Il lutto

Il ricordo di Emma Maria Macaione nelle parole del figlio: «Si è sempre dedicata agli altri, alla famiglia e ai meno fortunati»

La donna ha perso la vita dopo essere stata investita da un camion a Rovereto, mercoledì 13 marzo. In sua memoria si chiedono donazioni per la scolarizzazione dei bambini di una comunità africana

LO SCHIANTO. Un camion fa manovra e travolge Emma Maria Macaione, che perde la vita
IL VIDEO. Investimento mortale in via Craffonara a Rovereto



ROVERETO. “E’ difficile descrivere mamma in poche parole, la prima cosa che mi viene da dire è che nella sua vita si è sempre dedicata agli altri”, è con queste parole che Samuel Zambelli vuole ricordare sua madre, Emma Maria Macaione, la donna che ha perso la vita mercoledì, investita da un camion in via Craffonara a Rovereto. 

L’incidente è avvenuto la mattina del 13 marzo, verso le 9 e per la donna da subito non c’è stato nulla da fare.

“Fino all’ultimo giorno si è presa cura della famiglia – spiega Zambelli – sostenendo me e mia moglie Roberta, ricercatrice universitaria, nella gestione dei nostri figli con energia e gioia, con il sorriso sempre sulle labbra”.

Ma gli interessi di Emma Maria si estendevano anche al volontariato. Con il marito Luigi, infatti, negli ultimi anni avevano preso a cuore la causa di Yankuba, un ragazzo poco più che ventenne, proveniente dalla Guinea Bissau, arrivato in Italia con il barcone e come tanti migranti era arrivato al campo profughi di Marco quando era ancora aperto. 

"La storia di Yankuba si è legata indissolubilmente alla nostra – racconta commosso Zambelli – tanto che nell’annuncio funebre abbiamo aggiunto il suo nome a fianco a quello dei familiari, perché lui, per mamma, era come un figlio”. 

Nell’annuncio funebre, infatti, si richiede a chi è interessato di non regalare fiori, ma piuttosto di fare una donazione alla Comunità di Jerocunda, che è il paese africano da cui proviene Yankuba, per permettere l’istruzione ai bambini più poveri al mondo. 

"Mamma era una professoressa in pensione e negli ultimi anni assieme a papà stavano mettendo in piedi un’associazione proprio per poter permettere a quei bambini di studiare e riscattarsi...adesso continueremo noi per lei” spiega il figlio di Emma Maria Macaione, che anche sui social è ricordata da alcuni suoi ex studenti come un’insegnante valida e di cuore. 

La dinamica dell’incidente che ha tolto la vita alla donna 73enne, non è ancora chiara ed è tuttora al vaglio degli inquirenti.

“Io e la mia famiglia riponiamo piena fiducia nelle forze dell’ordine, però ci teniamo a rivolgere un appello alla popolazione di Rovereto, a chi avesse visto qualcosa in via Craffonara, nella mattina di mercoledì 13 marzo, poco prima o poco dopo le 9 di mattina, quando mia mamma è stata investita –racconta Samuel Zambelli –. Stiamo cercando di trovare testimoni che possono anche solo sentito qualcosa negli attimi prima. Chi avesse qualcosa da dire al riguardo può rivolgersi, anche in forma riservata, al nostro avvocato, Nicola Canestrini, o direttamente alle forze dell’ordine”.

Il funerale si terrà domani, 16 marzo, alle 11:30 nella chiesa parrocchiale di Borgo Sacco.Le donazioni per la Comunità di Jerocunda possono essere effettuate con un bonifico al seguente conto corrente:

IBAN: IT66P0538720800000003408024 BIPER Banca Rovereto

 













Ambiente&Percorsi

INCONTRO

A Garniga la presentazione della meteorite del Bondone

Dopo le analisi svolte dagli esperti, si tratta di una fra quelle scientificamente riconosciute in Italia: venerdì 10 aprile si terrà una conferenza stampa per presentarla ufficialmente. Il ritrovamento avvenne nell'ottobre 2021: si tratta di un frammento grigio scuro, che pesa poco meno di duecento grammi

Primo piano

Comunità

Dieci anni di parole che includono: torna la Settimana dell’Accessibilità Comunicativa nelle valli del Noce

Tra sport, cultura e attività quotidiane rese accessibili grazie alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), il programma propone esperienze come la “CAAmminata”, il “Menù in CAA” e il “CAAffè in silenzio”, fino ai laboratori nelle scuole e al percorso al Museo Retico. Un invito a riscoprire la comunicazione come diritto e strumento di partecipazione per tutti