Piogge e vento lasciano larghe ferite a Valdaone 

I danni del maltempo. Chiusa la strada provinciale che sale da Daone al lago di Morandino Traffico deviato su una “comunale”. Per maggio riapre il collegamento per il lago di Boazzo


Stefano Marini


Valdaone. Le piogge e il vento dei giorni scorsi hanno causato nuovi problemi nel Comune di Valdaone. Lo smottamento, avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, di alcuni grossi massi ha imposto la chiusura della strada provinciale che dal paese di Daone sale verso il lago di Morandino. L'amministrazione comunale ha ovviato al problema deviando il traffico su una strada comunale, ma non è l'unico problema viabilistico che affligge il secondo Comune più esteso del Trentino, dove a Pasqua si è anche registrata uno spiacevole episodio nei pressi del lago di Boazzo.

Schianti sulla carreggiata

La chiusura della strada provinciale che da Daone sale in direzione "Pracul" si è resa necessaria l'altro ieri a seguito dello sganciamento di alcuni grossi massi schiantatisi sulla carreggiata. Come spiega il sindaco di Valdaone, Ketty Pellizzari: «Dopo esserci confrontati con i geologi provinciali è stato deciso che la strada dovrà restare chiusa finché non sarà garantita la sicurezza del passaggio. Il blocco è posto al termine del paese di Daone ma l'accesso alla zona del lago di Morandino è comunque garantito dalla via comunale posta sotto alla provinciale, su cui abbiamo installato un semaforo per regolare il transito».

Altre criticità

La sindaco Pellizzari ragguaglia anche in merito alle altre criticità viarie che interessano il territorio da lei amministrato: «In Val Daone ad oggi è possibile salire fino al lago di Boazzo - continua il sindaco - da quel punto in poi la strada è chiusa per i lavori di rimozione degli alberi schiantati dal maltempo di fine ottobre, in occasione della tempesta “Vaia”. Il tratto non è ancora in condizioni di sicurezza e la ditta incaricata riprenderà l'attività lunedì prossimo. L'ordinanza di chiusura arriva fino al 6 maggio ma abbiamo speranza di riaprirla già dall' 1 maggio».

Blocco forzato

Infine l'episodio verificatosi a Pasqua: «Il 17 aprile scorso la forestale ci ha notificato la necessità di chiudere il tratto stradale che oltrepassa la diga di Boazzo perché i lavori di rimozione degli alberi schiantati sul versante non consentivano il passaggio in sicurezza - dice Pellizzari - non ho potuto fare altro che procedere con l'ordinanza di chiusura dal giorno successivo. Il giorno di Pasqua però ci è stato segnalato che un ristoratore, il cui esercizio è collocato oltre il punto di chiusura, aveva forzato il blocco. Mi sono recata sul posto per verificare assieme alla forestale e ai vigili del fuoco ed ho scoperto che l'ordinanza era stata effettivamente violata. Ho fatto presente al ristoratore che non si poteva. Lui mi ha risposto di assumersi il rischio per sé e per i famigliari. La legge però non funziona così. In questi casi il sindaco è comunque responsabile. Per questo sono stata costretta a far intervenire i carabinieri che hanno comminato le sanzioni del caso».

Polemiche

«So che ci sono state delle polemiche perché l'ordinanza di chiusura danneggerebbe il turismo in Val Daone - continua e conclude la sindaco Ketty Pellizzari -. Premesso che la vita delle persone prevale sull'indotto economico e che il pranzo riguardava un festeggiamento famigliare allargato, sottolineo che avevo chiesto alla ditta che si occupa dei lavori di poter riaprire temporaneamente la strada nel periodo pasquale. Mi è però stato risposto che non sarebbe stato possibile farlo per l'assenza dei necessari requisiti di sicurezza. A malincuore ho quindi dovuto mantenere la chiusura stradale».

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