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“Lectio magistralis” di Toniatti sul futuro del Trentino

CASTEL CONDINO. Castel Condino ci ha abituato a "stupire". Il rifiuto di aggregarsi alla Pieve di Condino. Un senatore e un assessore provinciale fra i suoi figli (Ivo Tarolli e Remo Andreolli). Poi...



CASTEL CONDINO. Castel Condino ci ha abituato a "stupire". Il rifiuto di aggregarsi alla Pieve di Condino. Un senatore e un assessore provinciale fra i suoi figli (Ivo Tarolli e Remo Andreolli). Poi una squadra di ben quattro "direttori di banca" e almeno altre 7/8 impiegati, in altrettanti istituti di credito. Cosa da far invidia a paesi di ben altre dimensioni, considerato che i castellani sono ora in tutto poco più di 220. Ebbene, domani, con un evento davvero importante alla presenza di autorità nazionali, provinciali e dell'intera valle mette in scena una "lectio magistralis" tenuta dal già preside della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Trento professor Roberto Toniatti sul tema: "Il futuro del Trentino-Alto Adige". Si conclude così, con un nuovo "botto" il ciclo degli eventi organizzati in occasione del centenario della Grande Guerra. E al termine dell’incontro, oltre alla cena di ospitalità, a tutti i partecipanti sarà consegnata una copia della pubblicazione "Historia Magistra Vitae" che ne raccoglie gli atti e la rassegna fotografica.

Regista, ancora una volta Ivo Tarolli, già senatore e in “odore” di ricandidarsi alle provinciali di ottobre: «Per Castello è un evento importante e per l'occasione a fare gli onori di casa sarà la banda San Giorgio che per i castellani rappresenta il top». Promotori sono stati i sindaci Maurizio Tarolli nella ideazione, Stefano Bagozzi e il capogruppo dei Fanti Roberto Bagozzi nella realizzazione. «Mentre realizzavano queste iniziative - ha detto il sindaco Stefano Bagozzi -, per una volta, non ci siamo sentiti "periferia", ma fieri e orgogliosi di essere Castellani e Giudicariesi. Per questo devo ringraziare tutta la valle, istituzioni e associazioni, con la quale ci siamo interfacciati con vero spirito di squadra. Come pure i Castellani per il loro attivismo e la loro capacità organizzativa». (a.p.)













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