pieve di bono e prezzo 

L’harmonium è tornato a suonare 

È del 1890: a Tiziano Armani sono servite 500 ore per restaurarlo


di Aldo Pasquazzo


PIEVE DI BONO E PREZZO. In occasione della sagra patronale della Madonna del Carmine a Strada, frazione che con altre forma il comune di Pieve di Bono e Prezzo, il concittadino Tiziano Armani ha presentato al pubblico un harmonium automatico da lui stesso restaurato dopo averlo rinvenuto in stato di degrado assoluto e altrimenti destinato allo smaltimento in un Centro raccolta materiali.

Si tratta di un harmonium meccanico del 1890 della ditta Æolian Grand di New York che ora è custodito nella cappella adiacente l'arcipretale di Santa Giustina di Creto. A parte il mobile rovinato ma abbastanza sano, tutta la meccanica dello strumento era stata intaccata da tarli e topi, quindi il rifacimento è stato completo in tutte le sue parti, dai canali portavento, alla sistemazione delle ance sformate, ai 72 manticetti interni il cui rivestimento in pellame speciale era distrutto. Difficile riassumere nei particolari il minuzioso e preciso lavoro di ricostruzione dell'impianto meccanico - pneumatico di questo straordinario strumento, riemerso dalla polvere del tempo e degli scantinati grazie alla passione e alla competenza di Tiziano Armani.

Il meccanico di Strada non è un professionista, ma la sua competenza va sicuramente oltre dal fatto che l'artigiano dispone di passione e dimestichezza verso questi strumenti musicali. Una passione che gli ha consentito di dedicare 4 anni e 500 ore di lavoro per riportare al suo splendore un pezzo di rara ingegnosità tecnico-musicale, di cui non si conoscono esempi siffatti nel nostro territorio.

«A quanto mi risulta – avverte Tiziano figlio di Feliciano – un harmonium di questo tipo si trova a Bologna. Vorrei andare a vederlo, anche per verificare se in quella città si è salvata una punzonatrice per la riproduzione delle schede musicali che consentono di suonare in automatico». L’harmonium, infatti, è dotato di un rullo su cui viene montata una scheda perforata, che ruotando consente l'emissione dei suoni. Il meccanismo è simile a quello degli organetti, che tra la fine dell'Ottocento e inizio Novecento erano frequenti nei locali pubblici e nelle sale da ballo. Tra questi strumenti e l'harmonium la differenza è però qualitativa. Le sue potenzialità musicali, infatti, sono molto ampie, in quanto consentono di suonare pezzi complessi e di lunga durata. Il fortunoso ritrovamento di alcuni spartiti integri, ha consentito di identificare brani d'autore di tutto rispetto come Bach, Mozart, Schubert, a dimostrazione di come tale strumento potesse riprodurre musica d'alto livello per un vasto pubblico, anche al di fuori dei ristretti circoli o salotti borghesi dove si faceva musica colta.

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