Dalpalù: «Tante stranezze nella gestione della piscina 

La lettera. Dai ravioli al capriolo per il bar ai 20 mila euro di detergenti. La consigliera leghista di Cavalese punta il dito sulla Sagis dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni dipendenti

Cavalese . Bruna Dalpalù, consigliera comunale leghista, è venuta a conoscenza di avvenimenti un po’ strani e per certi versi incredibili all’interno della Sagis, la società comunale che gestisce gli impianti sportivi di Cavalese. «È da un po’ di tempo - scrive in una lettera al giornale - che seguo con attenzione la gestione della Sagis srl, (che gestisce la piscina, palaghiaccio, palafiemme e campi sportivi), partecipata al 100% dal Comune. Nel 2019 il presidente si dimetteva per incomprensioni con il Sindaco e un membro del Consiglio di amministrazione. Il sindaco Silvano Welponer dal 1/1/2020 nominava un amministratore unico nella persona del signor Antonio Vanzetta. Successivamente alcuni dipendenti della Sagis inoltravano una richiesta d’incontro con il Sindaco e il Consiglio comunale».

Da questo incontro e dalle testimonianze dei dipendenti, sarebbero emerse, prosegue Dalpalù, strane “anomalie” tra cui la «...presenza quotidiana nei locali della Sagis di una persona, la quale, senza alcun contratto o incarico ufficiale, impartiva ordini al personale e firmava modelli di servizio. Il presidente Vanzetta dichiarava che la suddetta persona offre servizio gratuito». Altre “anomalie”, aggiunge la leghista, «nella gestione del bar della piscina per cui venivano effettuati ordini di alimenti che con la piscina non hanno nulla a che vedere. Alcuni esempi: ravioli di capriolo, filetti di maiale e altri alimenti “poco compatibili” con questo servizio»; e ancora «acquisto economicamente smisurato di prodotti chimici e detergenti, pari a circa 20.000 euro all’anno!! Inoltre, sono state date indicazioni sull’applicazione delle procedure d’uso dei prodotti, che dosati in modo non corretto, procuravano bruciore agli occhi e problemi respiratori al personale Sagis. Sembra che taniche di prodotti chimici e detergenti acquistati, vengano utilizzati da persone estranee alla Sagis e al di fuori dei locali in uso alla società; ammanchi di cassa e materiale vario, caparre non registrate».

Tutto questo – precisa Bruna Dalpalù - veniva denunciato da alcuni dipendenti della Sagis ai carabinieri di Cavalese in data 7 febbraio 2020. Parte del personale che ha sporto la denuncia aveva un contratto a tempo determinato che non è stato rinnovato alla scadenza; di contro, è stato indetto un concorso pubblico che ha visto tra i vincitori la figlia della persona che, secondo Vanzetta, offre servizio gratuito in Sagis.

«Ancora una volta - commenta la consigliera -, mi sorprende il fatto che il sindaco Silvano Welponer e la giunta, dopo aver ascoltato le gravissime condizioni denunciate dal personale, a tutt’oggi non abbiano provveduto a relazionare al Consiglio comunale e non abbiano controllato la contabilità della società, che dalle informazioni acquisite sembra dedita ad una gestione a dir poco strana del denaro pubblico! Sagis è una società importante, patrimonio dell’intera comunità di Cavalese e Masi e meriterebbe molta più attenzione, dal momento che le perdite per i suoi servizi ammontano ogni anno a centinaia di migliaia di euro che vengono posti a carico dei contribuenti di Cavalese-Masi».

«Da parte mia - conclude-, mi sento di ringraziare moltissimo le persone firmatarie della denuncia ai carabinieri, che hanno avuto il coraggio e la determinazione di portare alla luce queste problematiche».