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Comunità e sindaci replicano a Ghezzi: «Approccio errato»

CAVALESE. Il Consiglio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme e la Conferenza dei sindaci di Fiemme rispondono all’interrogazione a firma del consigliere Paolo Ghezzi ad oggetto “Il primo...



CAVALESE. Il Consiglio della Comunità Territoriale della Val di Fiemme e la Conferenza dei sindaci di Fiemme rispondono all’interrogazione a firma del consigliere Paolo Ghezzi ad oggetto “Il primo mese di riapertura del punto nascita di Cavalese” (n. 140 del 4 gennaio 2019).

La risposta, inviata al presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all’assessora alla Salute Stefania Segnana e al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, vuole stigmatizzare e sottolineare “l'approccio sbagliato nell'affrontare un così delicato tema che riguarda non solo il punto nascita dell’ospedale di Fiemme, bensì il più complesso e delicato mondo della montagna”.

La nota prosegue: “Ridurre o semplificare l'erogazione dei servizi ad un mero ragionamento economico vuol dire innanzitutto non conoscere affatto il mondo delle valli di montagna, ma soprattutto, in questo particolare caso, trasformare e screditare l'importante lavoro portato avanti negli anni in una sterile polemica politica della quale non abbiamo bisogno e che assolutamente critichiamo. È invece auspicabile e necessario che la politica trentina si impegni e lavori per individuare modelli organizzativi nuovi per garantire servizi efficienti anche nelle valli del Trentino, superando quella logica accentratrice, che, in particolare negli ultimi anni, ha portato ad avere cittadini di serie A e di serie B”.

Gli amministratori concludono chiedendo l’inserimento nei prossimi Stati generali della montagna di “progetti speciali per situazioni speciali, che potranno riguardare non solo aspetti relativi al punto nascita, argomento citato nell'interrogazione, ma anche un ragionamento molto più ampio che comprenda l'importanza del mantenimento dei servizi nelle valli tramite una riorganizzazione dell’Azienda Sanitaria”, il che “potrà e dovrà essere un’ulteriore possibilità per garantire la centralità del cittadino, titolare del diritto alla salute, come recita la lettera c del comma 2 dell'articolo 2 della legge 16/2010”.













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