Addio a Livio Deflorian esempio di serietà e affetto 

Tesero, una vallata intera ieri al funerale del fondatore dell’azienda “Dolomiten” Don Daprà: «Nonostante la malattia aveva fantasia e tanta voglia di innovare»


di Luciano Chinetti


TESERO. La chiesa arcipretale di S. Eliseo di Tesero era gremita da un folto gruppo di persone provenienti un po’ da tutti i paesi della valle per porgere l’ultimo saluto all’imprenditore Livio Deflorian. Una grande testimonianza di stima e di affetto ad una persona che ha lasciato in eredità un incredibile impegno e voglia di fare che hanno contraddistinto tutta la sua vita. E le persone di Tesero e della valle, amici, conoscenti, imprenditori e dipendenti che si sono strette attorno alla famiglia, alla moglie Maria, ai figli Alberta, Elena e Mariopaolo ieri hanno voluto testimoniare anche la vicinanza e l’affetto nei confronti del fondatore della Dolomiten, un’azienda storica nata 57 anni fa che ha garantito lavori, occupazione benessere a numerosissime famiglie.

«La morte non è il disfacimento, la polvere peri noi cristiani - ha sottolineato nell’omelia il parroco don Bruno Daprà – ma è il ritorno alla casa di Dio è il viaggio verso il Padre Creatore padrone della vita. E il nostro amico Livio ne era perfettamente consapevole ed era anche pronto per fare questo viaggio verso l’aldilà. La malattia che lo aveva aggredito in questi ultimi anni aveva fiaccato e prostrato il suo corpo, ma non la sua mente e il suo spirito che continuava con grande fantasia e irrefrenabile stimolo alla ricerca di innovazioni e nuovi prospettive per la crescita della sua azienda». Ma il sacerdote ha dato lettura anche di una sorta di testamento spirituale che Livio Deflorian gli aveva confidato in uno degli ultimi incontri. «Livio era molto legato alla Madonna di Pompei – ha ricordato il sacerdote - e molte volte si è recato al santuario mariano della Campania per impetrare aiuto e sostegno alla Madonna per alleviare la sua sofferenza causata dalla malattia». Livio Deflorian è stato sicuramente un imprenditore fantasioso e creativo, ma anche avveduto e attento, generoso e altruista.

Nella sua lunga vita professionale ha fatto ha fatto del bene ed ha aiutato numerose famiglie. Era instancabile e sempre alla ricerca di nuovi sbocchi e nuove prospettive. Grazie alla sua estrosità e alla sua mente feconda ha creato dal nulla un’invidiabile azienda in uno dei settori più difficili, il tessile e le confezioni, mettendosi sempre in gioco con coraggio ed incredibile energia anche nei momenti più difficili. Al termine del rito funebre, prima della tumulazione nel cimitero di San Leonardo, Matteo, uno dei nipoti ha voluto ringraziare il nonno per l’esempio, la serietà e l’affetto che ha saputo trasmettergli. Ma c è stato anche l’intervento di ringraziamento di una dipendente che ha voluto elogiare l’impegno, ma anche il bel rapporto e l’affetto che aveva saputo trasmettere all’interno della sua azienda.













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