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A Campitello di Fassa una grande vetrina per gli artisti ladini. Ecco la “mostra inversa” di Veronica Zanoner Piccoliori

Protagonista la 98enne moenese e poi bolzanina d’adozione. L’inaugurazione avverrà il 16 ottobre, giorno della chiusura, per dare modo ai fassani di godere della loro cultura in un periodo di calma stagionale

CAMPITELLO DI FASSA. Dal 21 agosto al 16 ottobre, presso il birrificio-osteria Rampeèr di Campitello di Fassa, l’Istituto e il Museo ladino propongono la mostra d’arte “N SCRIGN O NA FIOR”. L’iniziativa vuole inaugurare e aprire una consuetudine intrapresa per la valorizzazione degli artisti ladini, del passato e del presente, attraverso un’artista anziana anagraficamente, ma non nello spirito e nello stile: la 98enne Veronica Zanoner Piccoliori, moenese e poi bolzanina d’adozione.

Una donna figlia della nostra terra, che funge da trait d’union fra passato e futuro. Il 2021 è l’anno in cui Istituto e Museo ladino hanno lanciato una nuova promessa, che si esprime nel claim “Mia majon, mia storia, mia parlèda”. L’intento è di far sì che questi nostri artisti ritrovino la loro casa qui dove sono nati, allietando la quotidianità di valligiani e turisti con la loro arte. Una mostra che abbiamo definito inversa perché, in controtendenza, l’inaugurazione avverrà il 16 ottobre, giorno della sua chiusura, per dare modo ai fassani di fermarsi a godere della loro cultura in un periodo di calma stagionale. Una mostra in cui gli avventori del Rampeèr avranno la possibilità di dare il proprio personale titolo ad alcune delle opere esposte, per un dialogo con l’artista e gli artisti ladini, che si concretizzerà il giorno dell’inaugurazione, quando saranno svelati i titoli originali e quelli alternativi.

I tre titoli alternativi proposti e selezionati come migliori dall’artista o dalla sua famiglia verranno premiati con un dono unico e sorprendente. La location parla da sé e lancia il valore aggiunto di questo evento: la sfida di far incontrare e convivere arte locale e economia in un rapporto sinergico di ricerca del particolare e dell’originale. Si tratta del nuovissimo e modernissimo birrificio artigianale Rampeèr, a Campitello di Fassa, nato nel 2020. In occasione dell’inaugurazione verrà presentata infatti l’iniziativa denominata “Se arte e economia si incontrassero”. Sarà un momento di confronto e scambio di idee con i nostri artisti e gli operatori economici, per programmare insieme le iniziative future.

Sabrina Rasom, direttrice dell’Istituto culturale ladino e del Museo Ladin de Fascia: “Vogliamo dare ai nostri artisti il valore che meritano, essere orgogliosi della loro arte, che nasce da una profonda identità, ma sa volare lontano. Abbiamo talenti che hanno ereditato la lingua internazionale dell’arte, attraverso la quale ci aiutano a interpretare la nostra identità ladina e a declinarla nel nostro tempo. Vogliamo sentirli spiegare quest’arte attraverso i suoni della lingua ladina, come ha fatto Veronica per lunghissimi anni”.

Daniel Riz, proprietario di Rampeèr: “Questa iniziativa è davvero una bella occasione per valorizzare gli artisti della nostra valle. Mi ha fatto davvero piacere che siamo stati scelti come luogo per mostrare sia agli ospiti che soprattutto ai valligiani la collezione. Mi aspetto il bene per l’arte, affinché possiamo mostrare che qui, oltre al turismo e alle belle montagne, abbiamo anche persone capaci di produrre contenuti che hanno un valore intrinseco e molto alto, attraverso i quali possiamo mostrare la meraviglia del nostro essere in tutto il mondo e farci apprezzare”.