ECONOMIA

Associazione Nazionale Esercenti Funiviari, abbiamo bisogno di certezze

Depositate proposte per aprire impianti con massima sicurezza

BOLZANO. «Gli impianti di risalita, in inverno ancor più che d'estate, sono il motore dell'economia nelle zone di montagna, dalla Valle d'Aosta al Friuli Venezia Giulia. Invito tutti i responsabili delle istituzioni a ricordarsi delle loro stesse parole pronunciate puntualmente in occasione di eventi calamitosi e cioè che i territori soprattutto di montagna non vanno abbandonati ma curati. Orbene, noi abbiamo bisogno di certezze. Non possiamo innevare le piste secondo nostre scelte o umori, ma quando vi sono le condizioni climatiche e le disponibilità idriche. Spero che a Roma lo sappiano». A dirlo è il vicepresidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari - Anef, Elmar Pichler Rolle. Insieme agli assessori competenti delle regioni dell'arco alpino l'Anef ha depositato le proposte per aprire gli impianti con la massima sicurezza possibile.

Nella bozza ci sono anche cosiddetti numeri chiusi per gli impianti, di consequenza la riduzione delle portate di funivie e cabinovie, l'obbligo per gli sciatori di coprirsi naso e bocca, cosa che hanno comunque sempre fatto anche in assenza del virus. «Le proposte sono sul tavolo della politica da molte settimane, l'iter prevede un confronto tra governo e regioni con il coinvolgimento del comitato tecnico scientifico», così Pichler Rolle. «Speriamo che questo confronto inizi subito ed si arrivi presto ad un risultato condiviso. Questo ci darebbe le certezze necessarie, perchè non è che noi possiamo partire il 20 dicembre se ci danno il via libera il giorno prima. Gli impiantisti sono gente abituata a programmare e per questo abbiamo bisogno che anche il governo lo faccia. Potrebbero fare un mini-test in vista del recovery fund», suggerisce Pichler Rolle. «Ovvio che tutto dipende dall'andamento della pandemia, ma ci vuole programmazione. Noi i nostri compiti e le nostre proposte le abbiamo fatte, siamo disponibili anche a modifiche e adeguamenti, ma abbiamo bisogno fortemente di risposte», conclude il vicepresidente Anef.