«New jersey, uno schiaffo allo spirito del Natale» 

Mercatino di Arco alle porte, la preoccupazione dei commercianti: «Giusto proteggere la città, ma sul piano estetico servono alternative»


di Katia Dell’Eva


ARCO. Detestati e sbeffeggiati fino ad alcuni mesi fa, cominciano a diventare elementi a cui si è fatta l'abitudine, eppure tutti, ma proprio tutti, concordano sulla loro bruttezza, a cui va posto tassativo rimedio. Sono i new jersey, gli spartitraffico in cemento, che dalla prossima settimana ricompariranno nei punti di accesso al centro di Arco (e non solo) per garantire la sicurezza antiterrorismo a residenti e visitatori.

«Non c'è più da obiettare sulla loro utilità o meno» - commenta Andrea Cobbe, presidente di Assocentro - «esiste una normativa da rispettare, secondo la quale vanno posizionati ogni volta in cui si svolgono eventi capaci di attirare un gran numero di persone». «Che poi si sia un po' dell'idea, qui ad Arco, che non servano perché la nostra è una realtà serena, poco importa» - continua Carlo Donegani del bar Trentino, in piazza Tre Novembre - «si tratta di una responsabilità che il Comune e gli organi di sicurezza non possono sottovalutare».

Comparsi per la prima volta in estate, con il Rock Master (e la Notte di Fiaba a Riva), sono quindi diventati, per i commercianti del centro, un elemento di minor disturbo rispetto al passato. «Problemi, a noi, non ne danno» - conferma infatti Alessandra Zamboni, titolare del negozio sotto i portici di Palazzo Giuliani - «altra questione, per i residenti, che hanno problemi di accesso alle vie. Però a noi, ripeto, possono dare fastidio solo da un punto di vista estetico». Va bene la sicurezza, insomma, ma la si vorrebbe più bella rispetto a un blocco di cemento: «Distruggeranno l'atmosfera natalizia» - prosegue Zamboni, mentre Andrea Pontalti, che in questi giorni si sta preparando per distribuire castagne e brulé dalla sua casetta, ribadisce: «Almeno copriamoli con dei rami di pino». Un problema, quello estetico, che Assocentro sta già cercando di risolvere: «Non è semplice trovare un sostituto al new jersey, che ha delle caratteristiche specifiche che vanno rispettate (lunghezza e peso in primis), ma stiamo pensando a delle fioriere o a delle decorazioni che li facciano stonare meno col contesto dei mercatini».

Tra le valutazioni di cui si dovrà tener conto, il rispetto delle norme di sicurezza in caso di incendio, nonché i costi, nell'ipotesi in cui si scelga di posizionarli solo nei weekend: «Si lasceranno probabilmente sul posto, ma andranno girati in modo da non impedire il passaggio ai residenti, almeno nei giorni in cui le bancarelle saranno chiuse» - prosegue Cobbe - «per risparmiare si cercherà di passare attraverso le ditte del Comune». Nel frattempo c'è chi, come Donegani, lancia una proposta: «Se facessimo un investimento per il futuro, disponendo pilastri automatici? Gli eventi, del resto, sono davvero tanti, forse andremmo addirittura a risparmiare».













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