Dro, ultima tappa di “Cittadini si nasce”

DRO. È terminato a Dro il percorso “Cittadini si nasce o si diventa?” rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole medie, pensato e strutturato dalla presidente del consiglio comunale...



DRO. È terminato a Dro il percorso “Cittadini si nasce o si diventa?” rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole medie, pensato e strutturato dalla presidente del consiglio comunale Ginetta Santoni e diventato un importante percorso di avvicinamento dei giovani all’Istituzione pubblica.

«Si tratta di un percorso che, attraverso un approccio inclusivo, vuole avvicinare i ragazzi ai temi dell’educazione civica - spiega la presidente - come il senso di appartenenza a una comunità e il funzionamento delle istituzioni. Il percorso intrapreso ormai da tre anni si è ampliato e sviluppato in maniera più articolata e ogni anno ha l’obiettivo di approfondire temi diversificati relativi all’educazione civica».

L’ultima tappa si è svolta nei giorni scorsi con il progetto «Una società de-genere? Storia e sensibilizzazione della violenza di genere dall’antichità ai giorni nostri»: si tratta di un tentativo di avvicinare i ragazzi al tema della violenza di genere attraverso la commissione di due approcci. «Da un lato infatti i ragazzi hanno avuto modo di indagare il retaggio culturale della misoginia occidentale a partire dall’antica Grecia, sotto la guida della dottoressa Stefania Santoni, dall’altro hanno ricevuto gli strumenti per individuare e capire i meccanismi che si innestano nelle relazioni violente, grazie ad un intervento dello psicologo e psicoterapeuta Michele Orlandi. Gli studenti si sono mostrati molto incuriositi ed interessati al tema e hanno contribuito attivamente ad una buona riuscita del progetto», racconta la promotrice. Ma è stata solo l’ultima tappa di un lungo percorso che ha visto in prima fila i ragazzi a contatto con il mondo degli adulti.

«Stimolare e coinvolgere i ragazzi – conclude la presidente del consiglio comunale di Dro - farli esprimere in maniera diretta e formarli sul significato più profondo del bene comune è un modo efficace per far sì che si sentano e diventino cittadini responsabili e consapevoli di appartenere ad una res-publica. È mostrando loro che “il nostro” non finisce al portone della casa in cui viviamo, ma anzi che comincia proprio dove questo si chiude che i ragazzi svilupperanno cura, attenzione e coscienza per tutto ciò che è comune e che porta la memoria di ieri nella storia di domani».

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