«Aggredito dai cani: da tre mesi aspetto i provvedimenti di legge» 

Cristian Ferraresi, il padrone del jack russel terrier ucciso da un pittbul e un rottweiler, non ha avuto ancora riscontri dopo la sua denuncia: «Attendo un’iniziativa per tutelare l’incolumità pubblica»



RIVA. È dell’altro giorno la notizia dell’aggressione avvenuta in via S.Andrea ad Arco, dove un pitbull ha inseguito un ciclista mordendolo. La vicenda ha fatto tornare alla mente quanto era avvenuto lo scorso 17 gennaio a Riva, a danno di una cagnolina di jack russel terrier di appena sei chili (nella foto qui a fianco), deceduta in conseguenza alle ferite provocate nell’attacco subito da un pittbul e un rottweiler che l’hanno aggredita mortalmente e ferito il suo padrone.

Oggi Cristian Ferraresi, padrone della piccola Margot, porta ancora i segni addosso di quanto avvenuto nei pressi dell’entrata delle scuole Scipio Sighele. «Sono contento che l’aggressione al ciclista tedesco abbia portato all’attivazione delle giuste prassi - racconta Ferraresi - ma mi chiedo perché non sia stato fatto lo stesso con il mio caso. Questi cani sono ancora affidati allo stesso padrone, non sono state fatte le dovute verifiche. Il problema è di sicurezza pubblica. Se succedesse di nuovo gli organi preposti cosa diranno? Che non lo sapevano?».

All’aggressione aveva assistito anche la figlia dodicenne di Ferraresi e il trauma ha costretto tutta la famiglia ad un duro lavoro per affrontare e superare la situazione. Nella vita dei Ferraresi è arrivata una nuova cagnolina, Mary, sempre jack russel terrier e, per destino della sorte, geneticamente imparentata con la precedente. «Per le ferite riportate - racconta il rivano - sono obbligato a seguire una profilassi che durerà sei mesi con esami di laboratorio costanti e vaccinazioni di vario tipo. Ho presentato una querela ed un esposto alla Procura della Repubblica, che faranno il loro corso, ed ho scritto una lettera al sindaco di Riva per sensibilizzare la comunità sul rischio che si corre per l’incolumità pubblica. Ho denunciato la morte della mia cagnolina ai veterinari dell’Azienda Sanitaria di Arco per disporre gli accertamenti dei caso. Leggo sui giornali che è stata avviata la procedura d’urgenza per la sicurezza pubblica per quanto concerne l’ultima aggressione, tramite la struttura sanitaria e a seguito di denuncia, e che il cane e il proprietario sono stati identificati». Cosa che non è successa nel suo caso. «Con questi richiami - conclude il rivano - vorrei chiedere e capire per quale motivo a distanza di tre mesi non ho ancora avuto nessun riscontro per quanto riguarda la parte della sicurezza pubblica, nonostante la zona sia altamente frequentata da bambini e famiglie, per quale motivo non sono stati ancora presi provvedimenti per tutelare la sicurezza pubblica della zona, essendo un luogo dove troviamo una scuola materna, un asilo nido, una piscina comunale, una scuola di secondo grado, un campo da calcio e due parchi gioco comunali». (l.o.)

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