Il caso

Commesso urla “free Palestine” ad alcuni tifosi israeliani nello store olimpico, polemiche

Fondazione Milano Cortina 2026: “Non è appropriato che il personale dei Giochi o quello delle società con cui collaboriamo esprima opinioni politiche personali mentre svolgono le loro mansioni o rivolga tali osservazioni ai visitatori. Il lavoratore è stato sostituito" 



CORTINA. Un diverbio, senza insulti o minacce, tra un addetto alle vendite e un gruppo di tifosi israeliani che si è verificato nello store olimpico di Milano Cortina a Cortina d'Ampezzo (Belluno) ha suscitato denunce social per "antisemitismo" e la sostituzione nel turno dell'addetto, generando ulteriori polemiche tra chi sostiene le ragioni del commesso e chi quelle dei fan della squadra israeliana.

Secondo quel che si vede in un video pubblicato su Instagram dagli stessi tifosi israeliani, che poi è stato rilanciato su “Stop antisemitism”, i tifosi erano entrati nel negozio esponendo bandiere nazionali quando il commesso - che non è dipendente di Milano Cortina - ha ripetuto più volte "Palestina libera", scandendolo quando una delle donne del gruppo lo ha ripreso in video chiedendogli di ripetere. Sempre quella che dalle immagini sembra l'autrice del breve filmato ha replicato che "Israele può partecipare alle Olimpiadi come qualsiasi altro Paese".

Un battibecco svoltosi nell'arco di un paio di minuti. Le tensioni invece si sono rinfocolate sui social. "Tutta la nostra solidarietà va ad Ali Mohamed H. dipendente ufficiale dello store Milano Cortina 26 che sarebbe stato licenziato in seguito alla diffusione di questo video". A dirlo, in un post su Facebook, è Potere al Popolo, dopo un post su Facebook di “Stop Antisemitism”.

L'organizzazione, una non profit Usa che combatte l'antisemitismo in un “aggiornamento” affermava che "Ali Mohamed H. è stato terminato" (licenziato), e che è stata "chiamata la Polizia ed è stata avviata un'indagine per molestie con possibili accuse in arrivo". L'uomo però non è stato licenziato.

In serata infatti sono arrivate le conferme del luogo dell'episodio, Cortina, e la precisazione della Fondazione Milano Cortina 2026: "Siamo a conoscenza di quanto avvenuto al Cortina Sliding Centre tra un dipendente di una società esterna e un visitatore. Non è appropriato che il personale dei Giochi o quello delle società con cui collaboriamo esprima opinioni politiche personali mentre svolgono le loro mansioni o rivolga tali osservazioni ai visitatori. Le persone coinvolte sono state rassicurate e il lavoratore è stato sostituito sul turno e sensibilizzato a mantenere un comportamento pienamente in linea con i valori e lo spirito dei Giochi". 













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