Messner dà il nome di Nirmal a un piccolo yak, in memoria del grande alpinista morto
Il nepalese Nirmal Purja fu tra i dieci scalatori a perdere la vita l'estate scorsa in seguito a una valanga sul Broad Peak. Era una leggenda e aveva conquistato in sei mesi le 14 cime più alte del mondo. Ora il re degli ottomila lo ricorda anche grazie a uno dei buoi tibetani del suo gregge sul monte Elmo, in val Pusteria
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In ricordo dell'alpinista dei record, Nirmal Purja, morto lo scorso agosto sul Broad Peak, Reinhold Messner ha dato il suo nome a un piccolo yak (bue tibetano) del suo gregge al monte Elmo, in val Pusteria, nato pochi giorni fa.
"Diane e Reinhold Messner mi hanno dato il mio nome, Nirmal - un nome con un significato molto speciale per loro", si legge sul profilo Instagram del re degli ottomila.
Il corpo del famoso alpinista Nirmal Purja, morto in una valanga sul Broad Peak, una vetta che supera gli 8.000 metri nel nord del Pakistan, era stato ritrovato dalle squadre di soccorso il primo agosto scorso.
L'alpinista nepalese era noto per aver scalato in sei mesi le 14 cime più alte del mondo sette anni fa.
La valanga causò dieci morti lo scorso 30 luglio. Ad annunciare la morte di Nirmal Purja, noto anche con il nome di Nims Dai e considerato una vera e propria leggenda della montagna, era stata la sua stessa società di alpinismo, la Elite Expeditions: "È con profonda tristezza e immenso dolore che confermiamo che Nirmal Purja ha tragicamente perso la vita", ha dichiarato il gruppo in un comunicato subito ripreso dai giornali di tutto il mondo.
La valanga si era verificata ad alta quota, tra i 6.500 e i 7.000 metri, proprio mentre gli alpinisti si trovavano su quel lato del Broad Peak:, monte che si erge nel nord-est del Pakistan, a un passo dal confine con la Cina.
Il famoso alpinista proveniva da una famiglia di militari, e si era arruolato giovanissimo anche lui, nell'esercito britannico.
Ma dopo aver trascorso 16 anni in uniforme, di cui una decina nelle forze speciali della Royal Navy, aveva deciso di dedicarsi a tempo pieno all'alpinismo.
A renderlo famoso è stata la scalata in 189 giorni delle 14 cime più alte del mondo: tutte vette oltre gli 8.000 metri che Nims Dai raggiunse nel 2019 in una serie di spedizioni che furono al centro di un documentario trasmesso in tv un paio d'anni dopo.
Il suo record fu poi superato dalla scalatrice norvegese Kristin Harila e dallo scalatore nepalese Tenjen Lama Sherpa, che nel 2023 toccarono le 14 vette in 92 giorni. Nel frattempo, Nirmal Purja era stato tra i protagonisti della prima scalata invernale del K2 assieme ad altri nove alpinisti nepalesi. "Broad Peak, non chiedo altro che un passaggio sicuro per salire e tornare giù", aveva dichiarato poco prima della sua ultima spedizione.
Messner, dopo aver appreso la notizia della tragica morte del giovane alpinista, aveva scritto sui social: "So cosa significa lasciare qualcuno che ami alle montagne. Un dolore così profondo che ti toglie il respiro.
Eppure so anche che, per alcuni, c'è un tranquillo conforto nel sapere che erano nel posto che amavano di più, facendo ciò che dava significato alla loro vita.
I miei pensieri sono con tutte le famiglie, gli amici e tutti coloro che li hanno amati".