LA TRAGEDIA

Ritrovato il corpo della leggenda dell'alpinismo Nirmal Purja

La valanga giovedì ha travolto e ucciso dieci alpinisti sul monte Broad Peak, nella catena del Karakorum, a circa 8 chilometri dal K2. A rendere celebre  Nims Dai è stata la scalata in 189 giorni delle 14 cime più alte del mondo ed era stato tra i protagonisti della prima scalata invernale del K2 assieme ad altri nove alpinisti nepalesi



Il corpo del famoso alpinista Nirmal Purja, morto in una valanga sul Broad Peak, una vetta che supera gli 8.000 metri nel nord del Pakistan, è stato ritrovato dalle squadre di soccorso. Lo ha annunciato l'Alpine Club of Pakistan.

"La squadra di soccorso sul posto ha trovato Nims Dai (il soprannome di Nirmal Purja) a circa 5.700 metri di altitudine sul Broad Peak, una montagna che amava e che ce l'ha portato via", ha dichiarato il club sui social. Oltre all'alpinista, sono stati recuperati i corpi di altri tre membri della sua spedizione.  L'alpinista nepalese era noto per aver scalato in sei mesi le 14 cime più alte del mondo sette anni fa. Risultava disperso da ieri con altri scalatori in seguito a una valanga avvenuta giovedì. 

La valanga giovedì ha travolto dieci alpinisti sul monte Broad Peak, nella catena del Karakorum, a circa 8 km dal K2.

Ad annunciare la morte dello scalatore, considerato una vera e propria leggenda della montagna, è stata la sua stessa società di alpinismo, la Elite Expeditions: "È con profonda tristezza e immenso dolore che confermiamo che Nirmal Purja ha tragicamente perso la vita", ha dichiarato il gruppo in un comunicato subito ripreso dai giornali di tutto il mondo.

Il decesso del famoso scalatore, noto anche con il nome di Nims Dai, è stato poi confermato anche dal primo ministro del Nepal, il Paese himalayano sui cui monti era nato 43 anni fa.

"La tragica morte di sei alpinisti nepalesi e quattro stranieri, tra cui il detentore del record mondiale Nirmal Purja, nella catena montuosa del Karakoram, in Pakistan, ci ha profondamente sconvolti", ha dichiarato il premier, Balendra Shah. I dieci membri della spedizione - di cui Nirmal Purja a quanto pare era alla guida - erano uomini e donne di diverse età e nazionalità, tutti scalatori estremamente esperti. Tra le vittime straniere, ci sono un americano, un omanita e un cinese.

La valanga si è verificata giovedì mattina ad alta quota, a un'altitudine tra i 6.500 e i 7.000 metri, proprio mentre gli alpinisti si trovavano su quel lato del Broad Peak: un monte alto 8.047 metri che si erge nel nord-est del Pakistan, a un passo dal confine con la Cina. Da allora i contatti con il gruppo si sono interrotti.

L'indomani le autorità locali hanno confermato la morte di quattro persone, i cui corpi sono stati trovati dai soccorritori nella zona della valanga.

Nirmal Purja era ancora considerato tra i dispersi.

Il famoso alpinista proveniva da una famiglia di militari, e si era arruolato giovanissimo anche lui, nell'esercito britannico. Ma dopo aver trascorso 16 anni in uniforme, di cui una decina nelle forze speciali della Royal Navy, aveva deciso di dedicarsi a tempo pieno all'alpinismo.

A renderlo famoso è stata la scalata in 189 giorni delle 14 cime più alte del mondo: tutte vette oltre gli 8.000 metri che Nims Dai raggiunse nel 2019 in una serie di spedizioni che furono al centro di un documentario trasmesso in tv un paio d'anni dopo.

Il suo record fu poi superato dalla scalatrice norvegese Kristin Harila e dallo scalatore nepalese Tenjen Lama Sherpa, che nel 2023 toccarono le 14 vette in 92 giorni.

Nel frattempo, Nirmal Purja era stato tra i protagonisti della prima scalata invernale del K2 assieme ad altri nove alpinisti nepalesi. "Broad Peak, non chiedo altro che un passaggio sicuro per salire e tornare giù", aveva dichiarato poco prima della sua ultima spedizione. 













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