«La montagna vive con l'azione comunitaria, inefficaci misure come le case a un euro»
Resilienza e lotta allo spopolamento: al festival di Sagron Mis la preziosa testimonianza di Giacomo Lombardo, sindaco di Ostana (Cuneo), sulla straordinaria rinascita del piccolo borgo piemontese. «Un modello fondato sul senso di appartenenza che ci ha permesso di resistere e di recuperare vitalità»
LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti
La montagna che non solo resiste ma rilancia, si riattiva, crea comunità e non intende essere solo un teatro turistico o luogo di spopolamento.
Un messaggio forte è arrivato lo scorso weekend da un piccolo paese del Trentino orientale, situato ai confini della provincia, dove comincia il Bellunese: Sagron Mis, tra Primiero e Agordino, ha ospitato un festival dedicato appunto alla vita e alla resilienza in montagna.
La kermesse, intitolata "Il personaggio dell’anno. Riconoscere per essere riconosciuti”, ha dato risalto - spiegano i promotori - alla storia e alla bellezza dei luoghi, alla tradizione dei seggiolai, alla profonda conoscenza musicale e soprattutto ha riportato al centro il valore della resilienza della sua comunità.
Gloria Salvadori, apicoltrice locale, è stata insignita del premio per il "Prodotto eccellenza del 2025". L'appuntamento ha proposto un dibattito sul tema dello spopolamento montano con la presenza di un ospite esperto: il sindaco di Ostana (Cuneo), Giacomo Lombardo, che ha dato una visione e un respiro più ampio raccontando il percorso di rinascita del borgo piemontese.
«Al centro della rinascita di Ostana - spiega una nota - c’è stata la forza dell’azione comunitaria e coesa della cooperativa Viso a Viso, una realtà che si regge su identità, unità e inclusione, tanto da annoverare anche consiglieri forestieri. Un modello fondato sul senso di appartenenza, che ha permesso a Ostana di resistere e di recuperare vitalità».
Lombardo, davanti a una platea composta anche da sindaci e altri amministratori del Primiero, ha detto che «oggi la vera sfida sta nel non abbandonare i territori montani a un destino di estinzione, ma nel riconoscerne il valore come laboratori di comunità e modelli alternativi rispetto a un urbanocentrismo che appiattisce culture e persone. Neppure le proposte istituzionali come le case a un euro e i contributi economici a fondo perduto, seppur suggestive sulla carta, non sono efficaci e non portano a ricadute strutturali.
Iniziative come quelle di Sagron Mis ci permettono di riflettere sul ruolo dei piccoli paesi come protagonisti di nuove vie di sviluppo».
Le soluzioni di sviluppo sostenibile per il territorio, il legame con la cultura e la tradizione sono stati al centro del dialogo tra l’antropologo Angelo Longo ed Enrico Stalliviere, storico seggiolaio e autore di libri sulla loro storia, anche questa di resilienza. Un concetto reso vivo nella giornata di sabato con la dimostrazione del lavoro dei careghete in piazza, per documentare e trasmettere i saperi artigiani come semi di coesione sociale.
Sabato pomeriggio, nella chiesa di Sagron Mis, l’esibizione del duo d’archi formato da Miriam Daldon e Glauco Bertagnin è stata il preludio alla premiazione di Gloria Salvadori.
«La sua esperienza - spiegano gli organizzatori - incarna la scelta di restare e investire nelle terre montane. Un ulteriore riconoscimento che segue quello già ritirato quest'anno a maggio, a Roma, nell’ambito del progetto nazionale APInRosa, assieme ad altre 19 apicoltrici italiane.
Anche in quel contesto era stata valorizzata la scelta di Gloria di restare nell’alto di una piccola valle montana abbracciata da catene montuose imponenti, in un paese di neanche duecento anime, per portare avanti la sua attività tra api e alpaca, con una visione rurale e sostenibile».
Sagron Mis propone ora sabato 27 settembre l’iniziativa “En dì al Maso”, nell’ambito della “Gran Festa del Desmontegar” che coinvolge tutta la valle di Primiero. Un percorso tra prati e rustici, per scoprire ulteriormente questo territorio, assistere a dimostrazioni di attività legate alla tradizione locale e gustare varie pietanze e prodotti locali a km0.
Sagron Mis incastonato in un piccolo angolo di Trentino orientale superato il passo Cereda, si distingue per un’identità forte. Un borgo di montagna autentico, il più distante dal capoluogo Trento, fuori dalle rotte turistiche classiche ma capace di fungere da punto di connessione tra due regioni, Trentino e Veneto, e due parchi naturali: il Parco provinciale di Paneveggio Pale di San Martino e il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Sagron Mis si colloca inoltre lungo l’Alta Via n.2 delle Dolomiti e sta lavorando alla creazione di nuovi trekking ad anello che mettano in rete l’abitato con le bellezze naturalistiche e i punti di interesse della vicina valle del Mis.
“Il personaggio dell’anno. Riconoscere per essere ri-conosciuti” è promosso dal Comune di Sagron Mis con il sopporto operativo dell'Apt Azienda per il turismo San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi, ideato e progettato da Maurizio Lazzaro e Alessandro Gogna.