clima

Dicembre caldo e allarme turismo: quali prospettive in futuro?

Già un paio d'inverni fa Legambiente aveva diffuso un'analisi nella quale si conclude che la neve sta diventando sempre più scarsa e costosa, obbligando le ski aree a optare per quella artificiale con nuove infrastrutture: in Trentino Alto Adige il recordi di invasi idrici, in Italia il primato europeo di impianti per l'innevamento tecnico

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In questi giorni prenatalizi ha occupato molto spazio nelle cronache la questione clima, non tanto per l'allarme sul'impatto generale dei cambiamenti climatici sulla salute del pianeta e di chi lo abita, quanto, nello specifico alpino, sulle ricadute immediate nei riguardi dell'attuale modello turistico invernale, laddove è basato sulla pratica dello sci alpino, con npiste, impianti di risalita e innevamento artificiale.

Non è tanto la scarsità di neve naturale a preoccupare gli operatori professionali del settore, quanto le temperature generalmente troppo miti per consentire la produzione di neve tecnica: serve, infatti, almeno lo zero termico.

In proposito, tornano alla mente i dati diffusi un paio d'anni fa da un dossier tecnico-scientifico di Legambiente, dal quale emerge che la neve diventa sempre più rara e più costosa. ll dossier Nevediversa analizza il quadro di Alpi e Appennini e evidenzia la conseguenza per l'Italia di aumentare l'innevamento artificiale per frenare gli impatti negativi sul turismo invernale.

Una pratica, si legge, «non sostenibile e alquanto cara, sperperando anche soldi pubblici», secondo quanto afferma Legambiente, che riferisce che l'Italia, stando alle ultime stime disponibili, è "tra i Paesi alpini più dipendenti dalla neve artificiale con il 90% di piste innevate artificialmente, seguita da Austria (70%), Svizzera (50%), Francia (39%).

La percentuale più bassa è in Germania, con il 25%. «Preoccupante - prosegue il rapporto - il numero di bacini idrici artificiali presenti in montagna in prossimità dei comprensori sciistici» e utilizzati principalmente per l'innevamento artificiale: sono ben 142 quelli mappati nella Penisola per la prima volta da Legambiente attraverso l'utilizzo di immagini satellitari per una superficie totale pari a circa 1.037.377 metri quadrati.

Il Trentino Alto Adige deteneva già nel 2023 il primato nazionale con 59 invasi, seguito da Lombardia con 17 invasi e dal Piemonte con 16 bacini. Nel Centro Italia, l'Abruzzo è quello che ne conta di più, ben 4.

In parallelo, nella Penisola nel 2023 aumentano sia gli «impianti dismessi», toccando quota 249, sia quelli «temporaneamente chiusi» - sono 138 - sia quelli sottoposti a «accanimento terapeutico», ossia quelli che «sopravvivono con forti iniezioni di denaro pubblico, e che nel 2023 arrivano a quota 181».

Per Legambiente il sistema di innevamento artificiale non è una pratica sostenibile e di adattamento, «dato che comporta consistenti consumi di acqua, energia e suolo in territori di grande pregio».

In particolare, l'associazione ha fatto la seguente stima: considerando che in Italia il 90% delle piste è dotato di impianti di innevamento artificiale il consumo annuo di acqua già ora potrebbe raggiungere 96.840.000 metri cubi, che corrispondono al consumo idrico annuo di circa una città da un milione di abitanti.

L'innevamento artificiale inoltre, rileva sempre Legambiente, «richiede sempre maggiori investimenti per nuove tecnologie ed enormi oneri a carico della pubblica amministrazione».

Senza contare, aggiunge l'associazione ecologista, « che il costo della produzione di neve artificiale sta anche lievitando, passando dai 2 euro circa a metro cubo del 2021-2022, ai 3-7 euro al metro cubo nella stagione 2022-2023».

Per questi motivi Legambiente indica «l'urgenza di pensare a un nuovo modello di turismo invernale montano ecosostenibile, partendo da una diversificazione delle attività. Ce lo impone la crisi climatica che avanza e che sta avendo anche pesanti impatti sull'ambiente montano. Di fronte a ciò l'Italia non può più restare miope, ne può pensare di poter inseguire la neve».

[nella foto in alto, dalle webcam stradali provinciali, Madonna di Campiglio oggi alle 9.30]













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