INTERVISTA

Vigneti e vini a Cembra: Carlo Gottardi, un giovane nella squadra di famiglia

Parla il giovane che con la sorella Patrizia e il papà Franco è socio dell'impresa agricola biologica che si occupa di coltivazione di vigne e produzione di vini e spumanti. Una realtà, aperta anche all'enoturismo, da poco premiata a Londra al più importante concorso mondiale delle bollicine, il Champagne & Sparkling Wine World Championships

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CARLO BRIDI


La storia di questa settimana viene da Cembra, capoluogo della valle omonima, nella quale da anni è in corso un grande sforzo per il rinnovamento della viticoltura, attività dominante nella valle. Fino al secolo scorso era famosa come grande produttrice di uva schiava che prendeva la strada di Caldaro dove diventava il famoso vino “lago di Caldaro”.

Esaurita questa domanda con il cambiamento dei gusti dei consumatori, la valle di Cembra ha cercato altre risposte da dare per assicurare un buon reddito ai viticoltori.

La valle divenne così il centro della produzione del Müller Thurgau, e dei vini base spumante.

La famiglia Gottardi divenne uno dei produttori di Trento doc della valle.

In famiglia, oltre al titolare Franco, operano il figlio Carlo Gottardi di 30 anni e la sorella Patrizia, 27 anni. Assieme i tre hanno costituito una società agricola semplice.

La parte amministrativa è seguita da mamma Giovanna, ma collabora anche, Angela, sorella minore di Carlo, 18 anni.

Carlo ha frequentato l’Istituto agrario di San Michele all’Adige, un percorso scolastico molto completo per chi vuole diventare imprenditore agricolo. Poi, ha fatto domanda e ha ottenuto l premio d’insediamento in azienda.

Nei mesi scorsi, tanto per provare come sarebbe stato valutato il loro prodotto a un evento internazionale, i Gottardi hanno partecipato al più importante concorso delle bollicine a livello mondiale organizzato da sempre da Tom Stevenson. Quando ha visto la valutazione eccezionale del prodotto, quasi non ci credeva, ovviamente grande soddisfazione.

Carlo, con che spirito avete accolto questo grande riconoscimento di primi della classe?

«È stato un premio inaspettato anche perché concorrevamo con grandi etichette. Io e mia sorella Angela siamo volati a Londra per ritirare il premio alla presenza dei più importanti esperti e opinion leader del mondo dello spumante. Questo premio rappresenta un traguardo che va oltre il risultato tecnico. Siamo davvero orgogliosi di questo risultato e speriamo che sia solo il primo di molti riconoscimenti».  

Ora siete reduci dal Merano Wine Festival, qual è stato l’impatto sul vostro Trentodoc?

«Devo dire che sia i Trentodoc che i vini fermi sono stati molto apprezzati, diverse persone sono passate a degustare perché venute a conoscenza del premio ricevuto a Londra».

Come si può definire la vostra azienda? 

«È una società agricola semplice che si occupa di coltivazione di vigne, con produzione di vini e spumanti, enoturismo con visite in azienda, percorsi e degustazioni in vigna.

Un’azienda completamente viticola, la mia famiglia coltiva circa 10 ettari di vigneti per il 90% allevati a guyot, il restante a pergola trentina.

Le varietà coltivate sono in gran parte Chardonnay e Pinot Nero ma anche Lagrein, Traminer e Müller».

Perché la scelta di un giovane comne lei di fare il viticoltore di qualità?    

«Nella mia famiglia, siamo coltivatori da generazioni ma il grande passo è stato deciso dopo il mio percorso di studi. La mia passione per la viti-enologia, unita a quella per i grandi vini di Franco sono state decisive per compiere questo passo. Ho iniziato a lavorare a tempo pieno in azienda già appena teminati gli studi, nel 2016».     

Quali sono i progetti?

«La nuova cantina e la preparazione di nuovi prodotti oltre allo sviluppo del settore enoturistico».

Un sogno nel cassetto?

«I sogni sono molti, ma al primo posto rimane la realizzazione di una bella moderna cantina».

Dopo nove anni, lei si è forse pentito della scelta?

«No, anche se non viviamo i tempi migliori per il mercato dei vini, particolarmente per i rossi».

Che tipo di rapporto avete con l’ambiente?

«Siamo una azienda a coltivazione biologica, e preciso che coltivare in questo modo in valle di Cembra non è semplice ma è la nostra filosofia aziendale: preservare il territorio e il suo ecosistema».

Dove conferisce il prodotto?

«Non avendo ancora la nuova struttura non siamo in grado di vinificare tutta la nostra produzione quindi una parte del prodotto viene consegnato a Cembra cantina di Montagna di cui una parte va al gruppo Ferrari come base spumante».

Riesce a coltivare qualche hobby?

«Purtroppo, il mio lavoro non mi lascia molto tempo per dedicarmi ad altri impegni anche se mi piacerebbe. Mi piace camminare in montagna e raggiungere le cime, sia a piedi che con gli sci d’alpinismo».

Cosa dicono gli amici della scelta? 

«Chi ci vede sempre di corsa pensa che siamo un po’ pazzi, ma per lo più ci incoraggiano a continuare su questa strada».

Altri giovani sono imprenditori agricoli a Cembra?

«Oggigiorno sono pochi quelli che si mettono in gioco in questo settore...».













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