Moena, la giovane Maria Claudia Chiocchetti nel solco della storia
La ventiduenne appartiene all’ultima generazione di una nota famiglia di allevatori, attiva sui verdi pascoli del San Pellegrino e a fondovalle: «Mio papà mi ha trasmesso questa passione, amo gli animali e la vita in mezzo a loro all’aria aperta»
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L’intervista della giovane protagonista di questa settimana viene da Moena: protagonista una ragazza appena ventiduenne, Maria Claudia Chiocchetti, appartenente all’ultima generazione di una storica famiglia di allevatori della vallata.
Maria Claudia sta completando il corso biennale delle 600 ore organizzato dalla Fem al fine di conseguire il brevetto professionale, indispensabile per poter accedere al premio d’insediamento.
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«Ho frequentato il corso di San Michele per potermi insediare in azienda, per ottenere il premio di insediamento e diventare imprenditore agricolo di prima.
Le materie che mi sono piaciute di più fra i vari moduli del corso sono state le conoscenze scientifiche e tecniche di produzione, e la contabilità ed economia Agraria perché secondo me erano le più interessanti e utili, anche perché di scuole superiori avevo fatto il liceo scientifico Rosa Bianca a Cavalese dove queste materie erano marginali».
Chiocchetti, non ho ancora fatto domanda del premio d’insediamento e con i 40 mila euro del premio, al momento vorrebbe ampliare il paddock esterno già esistente, fornendolo anche di una tettoia.
«A Moena, dove le stalle erano moltissime, sono rimaste solamente quattro principali aziende di vacche da latte tra cui la nostra», precisa Chiocchetti.
La mandria è composta di 51 capi e al momento le vacche in lattazione sono 30 e i capi da rimonta sono 21.
La superficie complessiva dell’azienda è di 30 ha.
I prati da falciare sì dividono tra Moena e il passo San Pellegrino, dove si trova l’azienda.
«A Moena facciamo sempre due tagli mentre al San Pellegrino solo in alcuni prati riusciamo a fare il secondo. L’azienda è autosufficiente per il 90 % di foraggio per la nostra mandria.
Non abbiamo grandi produzioni di latte per capo, siamo nell’ordine di una media di 65 quintali a lattazione.
I titoli principali sono grasso e carica batterica che ci portano ad un punteggio di più cinque sul prezzo base».
Come mai la scelta di fare l’allevatrice con i sacrifici che questa professione comporta?
«Ho scelto di fare l’allevatrice per una passione che mi è stata tramandata da mio papà. Voglio portare avanti anche io quello che la mia famiglia porta avanti da sempre. Amo gli animali e la vita in mezzo a loro sempre all’aria aperta.
Vorrei ricordare che io vado in stalla da quando ero piccola e ho iniziato ad aiutare concretamente appena ne ho avuto le energie e le conoscenze».
A 22 anni Chiocchetti ha anche un sogno nel cassetto, quello di viaggiare visitando il più posti possibile, anche se sono cosciente che non è molto compatibile con la professione dell’allevatore.
Da giovane che ama la natura, con l’ambiente ha un rapporto di grande rispetto.
«Mio padre mi ha da sempre insegnato ad amare e rispettare la natura e ad ammirare tutto ciò che essa ci dà, cominciando dal foraggio che ci serve per alimentare la nostra mandria».
Vista la sua sensibilità, ha mai preso in considerazione la possibilità di trasformare l’azienda in biologica?
«Non l'abbiamo mai preso in considerazione perché ci sono regole troppo limitanti».
Dove conferite il latte?
«Al Caseificio Sociale di Predazzo e Moena e siamo abbastanza soddisfatti del prezzo liquidato, nonostante che ultimamente il prezzo sia un po’ sotto le nostre aspettative, visto che i costi di produzione sono in costante aumento».
Gli hobby della giovane allevatrice sono sono andare a cavallo, andare a caccia e leggere.
I suoi amici, confessa Maria Claudia, fanno fatica a capire la passione per l'allevamernto che la porta ad avere una vita così impegnativa però mi supportano molto.
«A Moena ci sono alcuni allevatori sotto i 40 anni e con alcuni c’è un bel rapporto anche di amicizia mentre con altri per niente», conclude.