FAUNA

Garda: il granchio di fiume torna a vivere nei fondali del lago

Accertata dal Wwf la presenza lungo le coste veronesi e bresciane del crostaceo autocton, una specie protetta a rischio di estinzione che diventa simbolo del progressivo recupero della biodiversità: lo studio prosegue anche per verificare la distribuzione, la capacità di riproduzione e le eventuali minacce per l'animale

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DANIELE PERETTI


Il granchio di fiume è tornato a popolare i fondali del lago di Garda con una presenza accertata lungo le coste veronesi e bresciane.

Si tratta di un crostaceo autoctono che sembrava in via d’estinzione, ma al contrario è diventato simbolo del progressivo recupero della biodiversità.

A darne notizia, documentandola con foto e video, è il Wwf Bergamo Brescia che dopo frequenti monitoraggi ha avuto conferma  della presenza del Potamon fluviatile, l'unico granchio d'acqua dolce autoctono presente in Italia.

Si tratta di una specie ovviamente protetta che nel corso del secolo scorso aveva subito un drastico declino a causa dell'inquinamento, della trasformazione degli habitat naturali, delle alterazioni dei corsi d'acqua e della pesca illegale.

Il granchio di fiume ha abitato praticamente da sempre torrenti, fiumi e laghi dell'Italia; è un animale attivo specialmente nelle notti primaverili e autunnali, nelle quali va a caccia di piccoli invertebrati, vegetali, detriti organici e detriti organici.

Il Wwf è riuscito a valutarne  lo stato di salute e analizzare la qualità degli habitat. All’attività di ricerca hanno preso parte biologi, subacquei specializzati e volontari del Wwf sub.

Accertata la presenza saranno ora posizionate foto trappole subacquee, ma saranno utilizzate anche nove tecnologie per portare avanti lo studio che ora dovrà documentare la distribuzione della specie, la sua riproduzione e le eventuali minacce ancora presenti.













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