Wwf: la Bandiera blu indicatore parziale, non fotografa la salute del Garda
La sezione Bergamo Brescia dell'organizzazione ecologista condivide l'importanza del riconoscimento su balneabilità e gestione della località, ma ricorda che anche i Comuni "premiati" devono fare ancora molto. «L’acqua può risultare idonea alla balneazione ma trovarsi in un contesto con criticità da eutrofizzazione, pressione turistica, consumo di suolo, traffico nautico, perdita di biodiversità...»
Aperta la nuova pista ciclabile da Nago verso Torbole e Arco
Il Wwf Bergamo Brescia interviene con un’interessante nota sul significato della Bandiera blu giudicata un importante riconoscimento, ma non sufficiente. Non solo, ma rappresenterebbe un incentivo per i Comuni che ricevendola già molto hanno fatto, ma ancora molto devono fare a livello di tutela ambientale.
«Scambiare la Bandiera blu per una certificazione complessiva dello stato di salute di un lago, di un mare o di un territorio è un errore.
Aggiungi Giornaletrentino.it tra le fonti preferite del tuo account Google
La Bandiera Blu valuta soprattutto la balneabilità e la gestione della località candidata, non l’intero equilibrio ecologico del bacino, né tutte le pressioni ambientali che insistono su quell’area.
Il fatto che un Comune ottenga la Bandiera Blu non significa automaticamente che il suo ecosistema sia in buona salute, che il carico antropico sia sostenibile o che non esistano problemi strutturali a monte», scrive l'organizzazione.
Ma cosa significa Bandiera blu?
«La Bandiera Bblu - spiega il Wwf - si basa in modo particolare sulla qualità delle acque di balneazione, cioè su parametri che servono a dire se in quel tratto d’acqua ci si può fare il bagno in sicurezza, soprattutto dal punto di vista microbiologico.
È un criterio fondamentale, ma balneabile non significa automaticamente ecologicamente sano.
Un’acqua può risultare idonea alla balneazione e allo stesso tempo essere inserita in un contesto dove persistono criticità legate a eutrofizzazione, pressione turistica, consumo di suolo, traffico nautico, perdita di biodiversità, alterazione delle sponde o scarichi che non emergono immediatamente nei parametri della balneazione».
Va anche detto che la Bandiera blu non analizza l’intero sistema ambientale, ma solo una serie di requisiti riferiti alla località candidata e alle sue spiagge.
Al lato pratico un Comune può essere premiato pur trovandosi dentro un contesto territoriale più ampio segnato da criticità ambientali importanti: depurazione insufficiente a scala di bacino, afflusso turistico eccessivo, infrastrutture impattanti, perdita di habitat, pressione sulla fauna ittica, impermeabilizzazione delle coste, gestione frammentata del territorio.
«La Bandiera blu può dire qualcosa sulla gestione di un tratto di costa o di spiaggia, ma non basta a dire come stia davvero un lago o un ecosistema nel suo complesso», sottolinea il Wwf.
Nella valutazione per l’assegnazione della Bandiera Blu si analizzano anche servizi, sicurezza, informazione, accessibilità, arredo e organizzazione turistica.
Sono elementi legittimi e utili, ma è evidente che si tratta di criteri in parte diversi da quelli che servirebbero per valutare in modo pieno la qualità ecologica di un ambiente naturale.
Una spiaggia ben gestita, ordinata, con cartellonistica, raccolta differenziata e servizi efficienti è certamente una buona notizia; ma non per questo il territorio circostante è automaticamente sostenibile, né si può concludere che non esistano problemi ambientali più profondi».
Secondo il Wwf Bergamo- Brescia, sarebbe più corretto affermare che «la Bandiera Blu è un indicatore parziale, non una sentenza definitiva.
Può segnalare buone pratiche amministrative e una buona qualità della balneazione, ma non può sostituire un’analisi seria dello stato ecologico del territorio, delle pressioni sul bacino, dell’efficienza reale dei sistemi fognari e depurativi, della qualità degli affluenti, della biodiversità, della presenza di specie invasive, del consumo di suolo e dell’impatto complessivo del turismo».