L'INIZIATIVA

Arco, ascoltabili online i suoni del territorio registrati dai bambini

Grazie al progetto "Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie" prende forma una mappa sonora già attiva, mentre dal 20 marzo l'esperienza sarà condivisa anche in una mostra multimediale allestita a Bolognano

CURATRICE Sara Maino: «Grazie a insegnanti, bambine e dei bambini»
I LUOGHI Bosco Caproni, tra frassini, pini e suggestioni rocciose



È già disponibile on line la geomappa sonora che consente a tutti di ascoltare i suoni registrati durante le uscite territoriali nella zona di Arco nell'ambito del progetto "Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie". ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’Aps Il Paradosso di Bolognano.

L'archivio sonoro digitale è stato implementato utilizzando OpenStreetMaps e viene via via arricchito di nuovi file geolocalizzati, frutto delle registrazioni effettuate nei mesi scorsi da basmbine e bambini delle primarie.

I giovani hanno partecipato a un percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato.

L'esperienza sarà illustrata anche in una mostra multimediale, insieme a venti libri sonori, poesie in braille e documentazioni video, che si aprirà il 20 marzo a Bolognano di Arco, allo Spazio Nemos, dove l’intero percorso di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone sarà restituito con una attenzione particolare alle disabilità sensoriali.

L'idea di fondo è connettersi alla natura e al territorio che ci circonda ascoldandone i suoi, la voce. 

Si è creata una rete che ha permesso ai giovani di vivere un lungo percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’istituto comprensivo di Arco e la cooperativa AbilNova, con il contributo della Fondazione Caritro con il Bando Formazione-cultura 2025-26 e il patrocinio del Comune di Arco. 

Il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro del loro territorio entra ora sempre più nel vivo per le bambine e i bambini della classe V della scuola primaria di Massone che sono stati invitati a conoscere e riconoscere “nel gran libro della natura” le forme del suo linguaggio, come nell’approccio scientifico di Umanesimo e Rinascimento.

Sono stati stimolati metodi d’indagine del mondo attraverso i sensi e morfologie che possono metterci in contatto con la nostra immaginazione e con i nostri sentimenti.

Eva Fornari, insegnante della classe, racconta che «attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo le nostre emozioni, impariamo a condividerle ascoltando nel contempo quelle dei compagni che sono diverse dalle mie». E precisa: «Il laboratorio è un’occasione per sperimentare noi stessi mentre siamo in relazione con il paesaggio, per sviluppare empatia, rispetto e per mettersi nei panni degli altri».

Gli incontri si sono focalizzati su un approccio inclusivo, con una formazione specialistica e pratica sulle disabilità sensoriali, condotta da Irene Matassoni della cooperativa Sociale AbilNova. 

Guidati da docenti e formatrici, i partecipanti hanno conosciuto un volto nuovo del paesaggio di Massone, individuando i suoi aspetti sonori contemporanei, negli angoli meno noti, tra le vie meno frequentate, ascoltate per la prima volta con orecchie attente e curiose.

Attraverso l’ascolto attivo, alunne/i e docenti hanno imparato ad ascoltare e a vedere meglio la scuola e i suoi dintorni, cioè i luoghi che vivono quotidianamente.

Hanno contattato anche lo spirito del luogo, il genius loci che abita la parte selvatica del Bosco Caproni e delle cave di oolite.

Lo hanno interrogato con i suoni, con le loro voci e i loro corpi, e ne hanno fatto una musica con l’esperta musicista Claudia Ferretti: «Un percorso che evoca sentimenti profondi, che stimola l'ascolto del paesaggio sonoro dentro e fuori di noi e che vive della meraviglia. Un viaggio che include il supporto di esperti che fanno mettere nei panni di chi è affetto da disabilità sensoriali per imparare a raccontare la propria esperienza in modo più inclusivo».

L’indagine territoriale ha messo in luce le peculiarità acustiche di Massone, con le sue fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia e la dimensione più tranquilla della campagna, ma ne ha rilevato anche l’inquinamento sonoro, determinato dal traffico dei veicoli.

Durante la ricerca è affiorata anche la memoria del paese, ancora viva nelle persone anziane intervistate: loro hanno ricordato un paese abitato dal suono dei carri trainati dai buoi sul selciato, «carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli», come spiega il signor Bruno.

I testimoni del tempo hanno raccontato dei «tanti animali nelle stalle di ogni casa, nelle strade bianche e sui sentieri».

La loro è la testimonianza di una vita acusticamente meno impegnativa, più rilassata.

Infine, con l’entusiasmo stimolato dalla curiosità di conoscere e approfondire sempre più il gran libro del mondo, ora aperto all’indagine più viva e reale, le bambine e i bambini della classe quinta si stanno impegnando per creare una galleria di diciotto ritratti acustici del paesaggio con pittura a olio su tela.

Ognuno di loro rappresenta la propria idea di paesaggio sonoro di Massone, attraverso le esperienze di ascolto e registrazione effettuate in precedenza, l’annotazione di dati sensoriali, disegni, bozzetti, parole chiave e le emozioni suscitate dalla loro performance corale delle forme osservate nelle cave.













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