Arco, il segreto per ascoltare davvero i paesaggi umani e naturali
L'iniziativa "Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie", ideata e condotta dall’artista Sara Maino, accompagna giovani dell’istituto comprensivo per esplorare il paesaggio sonoro. L'esperienza ha consentito di scoprire le peculiarità acustiche del territorio di Massone e le testimonianze umane sulla vita di una volta: tutto sarà poi presentato in una mostra multimediale in marzo a Bolognano
I LUOGHI Bosco Caproni, tra frassini, pini e suggestioni rocciose
È entrato nel vivo il progetto "Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie" ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’Aps Il Paradosso di Bolognano.
L'idea di fondo è connettersi alla natura e al territorio che ci circonda ascoldandone i suoi, la voce.
Si è creata una rete che ha permesso ai giovani di vivere un lungo percorso creativo multidisciplinare, basato su una formazione all’ascolto, che comprende tecniche di registrazione sonora e di intervista, esperienze musicali e artistiche riferite al paesaggio sonoro esplorato.
L'intento è di restituire le esperienze di ricerca con diversi linguaggi espressivi in una mostra multimediale allestita allo Spazio Nemos di Bolognano il mese prossimo.
Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’istituto comprensivo di Arco e la cooperativa AbilNova, con il contributo della Fondazione Caritro con il Bando Formazione-cultura 2025-26 e il patrocinio del Comune di Arco.
Il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro del loro territorio entra ora sempre più nel vivo per le bambine e i bambini della classe V della scuola primaria di Massone che sono stati invitati a conoscere e riconoscere “nel gran libro della natura” le forme del suo linguaggio, come nell’approccio scientifico di Umanesimo e Rinascimento.
Sono stati stimolati metodi d’indagine del mondo attraverso i sensi e morfologie che possono metterci in contatto con la nostra immaginazione e con i nostri sentimenti.
Eva Fornari, insegnante della classe, racconta che «attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo le nostre emozioni, impariamo a condividerle ascoltando nel contempo quelle dei compagni che sono diverse dalle mie». E precisa: «Il laboratorio è un’occasione per sperimentare noi stessi mentre siamo in relazione con il paesaggio, per sviluppare empatia, rispetto e per mettersi nei panni degli altri».
Gli incontri si sono focalizzati su un approccio inclusivo, con una formazione specialistica e pratica sulle disabilità sensoriali, condotta da Irene Matassoni della cooperativa Sociale AbilNova.
Guidati da docenti e formatrici, i partecipanti hanno conosciuto un volto nuovo del paesaggio di Massone, individuando i suoi aspetti sonori contemporanei, negli angoli meno noti, tra le vie meno frequentate, ascoltate per la prima volta con orecchie attente e curiose.
Attraverso l’ascolto attivo, alunne/i e docenti hanno imparato ad ascoltare e a vedere meglio la scuola e i suoi dintorni, cioè i luoghi che vivono quotidianamente.
Hanno contattato anche lo spirito del luogo, il genius loci che abita la parte selvatica del Bosco Caproni e delle cave di oolite.
Lo hanno interrogato con i suoni, con le loro voci e i loro corpi, e ne hanno fatto una musica con l’esperta musicista Claudia Ferretti: «Un percorso che evoca sentimenti profondi, che stimola l'ascolto del paesaggio sonoro dentro e fuori di noi e che vive della meraviglia. Un viaggio che include il supporto di esperti che fanno mettere nei panni di chi è affetto da disabilità sensoriali per imparare a raccontare la propria esperienza in modo più inclusivo».
L’indagine territoriale ha messo in luce le peculiarità acustiche di Massone, con le sue fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia e la dimensione più tranquilla della campagna, ma ne ha rilevato anche l’inquinamento sonoro, determinato dal traffico dei veicoli.
Durante la ricerca è affiorata anche la memoria del paese, ancora viva nelle persone anziane intervistate: loro hanno ricordato un paese abitato dal suono dei carri trainati dai buoi sul selciato, «carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli», come spiega il signor Bruno.
I testimoni del tempo hanno raccontato dei «tanti animali nelle stalle di ogni casa, nelle strade bianche e sui sentieri».
La loro è la testimonianza di una vita acusticamente meno impegnativa, più rilassata. I dati raccolti durante le uscite territoriali sono catalogati in una mappa sonora dedicata al progetto, disponibile online.
Infine, con l’entusiasmo stimolato dalla curiosità di conoscere e approfondire sempre più il gran libro del mondo, ora aperto all’indagine più viva e reale, le bambine e i bambini della classe quinta si stanno impegnando per creare una galleria di diciotto ritratti acustici del paesaggio con pittura a olio su tela.
Ognuno di loro rappresenta la propria idea di paesaggio sonoro di Massone, attraverso le esperienze di ascolto e registrazione effettuate in precedenza, l’annotazione di dati sensoriali, disegni, bozzetti, parole chiave e le emozioni suscitate dalla loro performance corale delle forme osservate nelle cave.
Tutto ciò, insieme a venti libri sonori, poesie in braille, e documentazioni video verrà condiviso con la comunità nella mostra multimediale che si aprirà il 20 marzo a Bolognano, dove l’intero percorso di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone sarà restituito con una attenzione particolare alle disabilità sensoriali.
Scrive su Instagram la curatrice, Sara Maino: «Sono tante le immagini, perché molta è la soddisfazione, e la gratitudine cresce nel laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro di Massone “Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie”.
Cresce per la partecipazione attiva di allieve/i e insegnanti, per l’evolversi del progetto con l’arricchimento di nuove e articolate competenze, donate da esperte e insegnanti, per la disponibilità e l’immaginazione delle bambine e dei bambini della classe V della scuola primaria di Massone a mettersi in gioco.
Le immagini si riferiscono agli ultimi due incontri in cui abbiamo: riascoltato le interviste e i suoni registrati dalle allieve/i in autunno, che ho montato e georeferenziato nella mappa sonora del progetto;
iniziato l’atelier di pittura per interpretare le forme e i suoni esplorati con me; lo scopo è di rendere visibile ai non udenti le vibrazioni dei paesaggi sonori, interpretandoli artisticamente;
con le bravissime insegnanti Eva ed Elvira, e con la nostra super direttrice sonora Claudia Ferretti Isonde abbiamo compiuto un’altra uscita territoriale in punta di piedi nelle cave di oolite del Bosco Caproni, per coglierne lo spirito genius loci.
E qui abbiamo proprio osservato, ascoltato e riconosciuto le forme delle rocce, disegnando con la tecnica del sound painting; una performance vocale collettiva, per cantare “la musica scritta nelle rocce”, ha evocato anche memoria, in quello stesso luogo dove un tempo gli scalpellini lavoravano per estrarre la pietra per la statuaria, e dove oggi gli arrampicatori esplorano le vene delle cave aggrappandovisi con mani e piedi col suono dei rinvii.
Un’idea da me esplorata nel 2011 con l’installazione audio-visiva “Tempora et auris” (MAG Galleria Civica G. Segantini di Arco, curatrice Giovanna Nicoletti) e che, grazie alla performance appena realizzata e registrata con la classe V, oggi rivive, è riattivata, rigiocata e approfondita.
Con la mia soundscaper preferita abbiamo pure condotto delle registrazioni notturne nelle cave, a sentire l’acqua sottile, ed è stata un'esperienza d’ascolto magnifica. Grazie Claudia».