MOSTRA

La montagna storica, fra natura e umanità nelle foto di Stefano Zardini

L'esposizione del fotografo ampezzano, promossa dalla Provincia di Bolzano, «A Visionary at Altitude» a Milano, alla Fabbrica del Vapore, allestita in occasione dei Giochi olimpici. Interventi cromatici e grafici in chiave pop ridanno vita a immagini d'epoca di inizio Novecento



Interventi cromatici e grafici in chiave pop ridanno vita a immagini storiche di inizio Novecento dei primi pionieri della montagna nella mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini "A Visionary at Altitude - N vijionar sö alalt", in corso fino al 26 aprile, in occasione dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, alla Fabbrica del Vapore di Milano.

L'iniziativa, promossa dalla Provincia di Bolzano, si avvale del patrocinio del Comune di Cortina d'Ampezzo e della curatela di Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali. Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore è esposta la trilogia: The Pioneers' Passion, Snowland e Tracce - Lasciare che l'occhio squarti il paesaggio.

  • The Pioneers Nr. 5. Eugenio Monti, il rosso volante
  • Tracce,lasciare che l'occhio squarti il paesaggio n. 132
  • The Pioneers n.10. Tutti al passo Giao
  • Snowland nr. 2
  • Snowland nr. 19

Zardini, così interventi in chiave pop ridanno vita a foto storiche di montagna

Interventi cromatici e grafici in chiave pop ridanno vita a immagini storiche di inizio Novecento, nella mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini "A Visionary at Altitude", inaugurata oggi alla Fabbrica del Vapore di Milano. Ecco alcune delle foto esposte. QUI L'ARTICOLO

«Un progetto di grande forza poetica e visiva, capace di mettere in dialogo l'immaginario urbano con quello delle vette dolomitiche, in pieno spirito olimpico», afferma l'assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

Legata alle celebrazioni olimpiche la collezione The Pioneers' Passion - La pasciun di pioniers, progetto che nasce dal monumentale archivio di foto di famiglia, trasformato dall'autore in un racconto contemporaneo in chiave pop. Snowland è una chiave di lettura insolita delle celebrate cime dolomitiche, trasformate in un gigantesco fun-park.

Tracce - Lasciare che l'occhio squarti il paesaggio' è il progetto più intimo, in cui la protagonista assoluta è la la neve definita dal fotografo "una tela d'artista pronta per essere utilizzata».

Ad arricchire la mostra una rassegna di fotografie d'epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall'archivio storico della famiglia Zardini.

«Stefano Zardini - si legge nel sito dell'artista - è cresciuto in una famiglia di fotografi: il primo ad iniziare questo percorso fu suo nonno, nel 1892. La nonna Antonia seguì le orme del marito e divenne fotografa di guerra nel primo conflitto mondiale, mentre gli scatti del padre Roberto testimoniarono la campagna italiana di Russia, dalle offensive in prima linea sul Don alla devastante ritirata dell’Armir nel 1942.

Da loro, Stefano ha ereditato l’onestà intellettuale che ne ha caratterizzato la vita personale e professionale.

Per oltre vent’anni è stato fotoreporter free-lance ed ha testimoniato guerre e crisi umanitarie in più di 60 Paesi del mondo; esperienze che lo hanno segnato in modo permanente e hanno accresciuto la sua sensibilità verso ogni tematica di disuguaglianza. Il suo conflitto interiore è tangibile in ogni scatto.  

Questa “visione” traspare anche in molte delle sue fotografie di Fine Art.

La fotografia artistica è quella che lo ha impegnato professionalmente negli ultimi anni e le sue opere sono presenti in molte collezioni private in Europa e non solo».













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