IL LIBRO

"La leggenda del faggio vecchio": Paolo Malaguti e le Dolomiti pre-industriali

Disponibile da oggi, 22 aprile, il nuovo volume, edito dal Cai, del noto scrittore veneto: un racconto che esplora i Monti Pallidi tra boschi ancestrali, leggende, comunità remote e responsabilità collettiva

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È disponibile da oggi, 22 aprile, "La leggenda del faggio vecchio" di Paolo Malaguti, il nuovo volume, edito dal Cai nella collana Piccole Tracce, del noto scrittore veneto: un racconto che esplora le Dolomiti pre-industriali, tra boschi ancestrali, leggende e responsabilità collettiva.

«Il libro - spiega il Cai - si rivolge agli appassionati di letteratura di montagna, di romanzi d’avventura e ai fan di Malaguti, ma anche a chiunque voglia immergersi in una narrazione dove il passato diventa specchio del presente e i grandi temi universali – crescita, identità, rapporto tra uomo e natura – si fondono in una storia capace di coinvolgere.

Tra gli argomenti centrali: le leggende dolomitiche, la vita nei borghi alpini pre-industriali e la connessione inscindibile tra individuo e collettività.

Cristoforo è un ragazzo costretto a diventare adulto troppo presto. Dopo aver conosciuto la fatica nelle miniere tirolesi dell’Impero austriaco, torna nella sua valle e diventa taglialegna.

Nel bosco scopre un legame profondo con la natura, un rapporto fatto di rispetto, paura e appartenenza.

Tra gli alberi ce n’è uno diverso da tutti gli altri: un faggio secolare, al centro di racconti inquietanti e credenze tramandate da generazioni. Intorno a quell’albero si intrecciano destino, superstizione e responsabilità collettiva. Quando Cristoforo sarà chiamato a scegliere, capirà che alcune decisioni non cambiano solo una vita, ma il futuro di un’intera comunità».

Paolo Malaguti (Monselice, 1978) vive ad Asolo e insegna Lettere a Bassano del Grappa. Scrittore tra i più solidi della sua generazione, ha costruito negli anni un percorso narrativo capace di tenere insieme ricerca storica e voce letteraria.

Ha esordito con La reliquia di Costantinopoli (Neri Pozza, 2015), entrato nella dozzina del premio Strega. Con Se l’acqua ride (Einaudi, 2020) ha vinto il premio Latisana per il Nord-Est (ex aequo) e il premio Biella Letteratura e Industria, ed è stato finalista al Premio Campiello.

Con Il Moro della cima (Einaudi, 2022) ha vinto il premio Mario Rigoni Stern e il premio Monte Caio, mentre Piero fa la Merica (Einaudi, 2023) è stato premiato con da Acqui Storia e con il premio Alessandro Manzoni per il romanzo storico. Nel 2025 ha pubblicato Fumana (Einaudi), finalista al premio Alassio e al Premio Viadana.













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