L’appello

L’Apsp di Mori in pressione sulla Provincia: “Urgente una riapertura delle visite”

Per i dirigenti dell’azienda mettono in evidenza la gravità di una situazione che prosegue da un anno: “Malessere psicologico degli anziani, tale da causarne un più marcato deperimento”



MORI. L'Apsp Benedetti di Mori dice la sua sul progetto di riapertura alle visite nelle case di riposo, che ha scatenato la polemica e la frattura in senso all'Upipa.

Francesca Parolari, presidente di Upipa che gestisce la maggior parte delle Rsa del Trentino, lunedì 8 marzo ha comunicato che il consiglio dell'ente l'ha di fatto sfiduciata. Motivo del contendere, il via libera di Parolari alla riapertura delle visite nelle case di riposo, concordato con la Provincia e l'Apss, dopo il completamento della vaccinazioni degli ospiti.
«Mori - si legge nel comunicato dell'Apsp - è tra le 5 Apsp che erano pronte a partire col nuovo protocollo per le visite e il presidente Gianmario Gazzi ha incontrato dapprima il direttore Antonino La Grutta e, immediatamente dopo, il Cda, condividendo quanto dichiara di seguito.

"La priorità è tutelare i nostri anziani e i loro familiari ed è nostro preciso dovere dar voce a loro. Nelle nostre scelte, ci basiamo sugli assunti che ci vengono dalla scienza, primo fra tutti la capillarità della campagna vaccinale appena completata e la sua provata efficacia.

Secondo: l’insorgere di forte malessere psicologico degli anziani, tale da causarne un più marcato deperimento.

Terzo: l’aver elaborato un protocollo di accesso che tutela i residenti, i loro cari in visita e i professionisti in servizio.

Sono tutti elementi che ci spingono a considerare possibile, auspicabile e urgente una graduale riapertura della nostra struttura.

Siamo pronti a riprendere il dialogo con tutti i soggetti interessati e, nell’ottica di smorzare un dibattito che a tutto serve fuorché al benessere degli anziani, siamo pronti anche a una temporanea sospensione del nostro progetto di riapertura.

Diciamo però che lo stato di salute psicologica – e di conseguenza di salute in generale – dei nostri anziani chiede risposte.

La situazione non è quella di un anno fa: non lo è perché ora abbiamo la copertura vaccinale e non lo è perché i nostri ospiti soffrono oltremodo l’assenza di contatto coi propri cari.

Non attiveremo la stanza degli abbracci, che reputiamo non adeguata al benessere e alla qualità di vita che vogliamo offrire.

Capiamo che, se non si fossero forzati i tempi, ora non assisteremmo a un dibattito che nulla giova agli anziani.

In tal senso invitiamo tutti: Provincia, Azienda sanitaria, Upipa e le altre Apsp, a non ignorare quello che è un problema evidente; a non cedere alla tentazione di attendere la firma – e dunque l’assunzione di responsabilità – sempre da parte di qualcun altro.

La nostra decisione di rinviare temporaneamente l’applicazione del nuovo protocollo va dunque intesa come volta ad attendere ulteriori chiarimenti e si basa sulla speranza che ci sia la volontà di ricomporre il quadro, evitando confronti, dibattiti o addirittura conflitti, che rischiano solo di farci perdere di vista l’obiettivo primario. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, assumendoci ognuno la propria parte di responsabilità"».













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