sanità

Tumore all’occhio, operazione eccezionale a Trento

Un paziente con un melanoma all’occhio è stato trattato con la brachiterapia con rutenio: applicata una placca radioattiva vicino al tumore



TRENTO. Nelle scorse settimane, per la prima volta in Trentino, è stato trattato con una metodica altamente innovativa, la brachiterapia con rutenio, un paziente colpito da un melanoma dell’occhio.

Fino ad ora i pazienti in cura per questo tipo di tumore dovevano recarsi fuori provincia. Ora, grazie al progetto di brachiterapia oculare, una collaborazione multidisciplinare tra le Unità operative di oculistica, radioterapia oncologica e il Servizio di fisica sanitaria è possibile offrire sul territorio trentino anche questa metodica tra le opzioni di trattamento dei tumori dell’occhio.

Il tumore oculare rappresenta una patologia rara ma può avere diverse presentazioni cliniche quali melanomi oculari, angiomi coroideali o metastasi per i quali altrettanto diverse sono le modalità diagnostiche e le opzioni di trattamento.

Il melanoma oculare è una patologia rara; l'incidenza è di 6-7 casi per milione di abitanti (in Italia circa 400 nuovi casi ogni anno) ed è una neoplasia che se non adeguatamente curata può comportare la perdita dell’occhio malato.

Nel caso del paziente appena trattato che è stato dimesso e sta bene – spiega l’Azienda sanitaria in una nota - la cura è stata effettuata utilizzando la brachiterapia con rutenio, una tecnica di trattamento radiante che prevede l’applicazione di una placca radioattiva all’interno dell’occhio a contatto con il tumore.

La placca rimarrà a contatto dell'occhio per alcuni giorni a seconda dell'entità della lesione per poi essere rimossa. Il trattamento permette di curare l’organo malato senza dover effettuare terapie più radicali.

Il paziente trentino curato con la brachiterapia con rutenio era seguito dall’ambulatorio dedicato alle patologie oculari dell’ospedale di Rovereto e l'impianto della placca al rutenio è stato eseguito in radioterapia dell’ospedale Santa Chiara.

Grazie alla collaborazione tra diversi professionisti di più unità operative è stato possibile, nonostante il difficile periodo dovuto alla pandemia – prosegue la nota –  avviare l’utilizzo in Trentino di questa nuova terapia, un segno di come nella nostra provincia la lotta ai tumori è continuata senza sosta arricchendosi anche di nuove opzioni terapeutiche.

Dal 2018 nell’ambito dell’Unità operativa multizonale di oculistica è attivo l’ambulatorio dedicato alle patologie oncologiche oculari. L’ambulatorio si occupa della diagnosi e cura di tumori primari come il melanoma oculare e gli angiomi coroideali e di quelli secondari cioè le metastasi utilizzando anche tecniche strumentali innovative. Tra le varie possibilità di trattamento utilizzate negli ospedali trentini vi è la chirurgia, la fotocoagulazione laser, la termoterapia transpupillare, la terapia fotodinamica, la chemioterapia e varie metodiche di radioterapia tra le quali la brachiterapia.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle