METEO

Sulle Pale di San Martino una nuova «fabbrica del gelo»

A Busa del Miel il record di freddo stagionale: -45,8° centigradi. Con il termometro sotto zero per 177 giorni di fila


di Andrea Selva


TRENTO. Una nuova “fabbrica del freddo” sull’altopiano roccioso delle Pale di San Martino. Una di quelle doline dove - in particolari condizioni meteo che si verificano nelle giornate invernali più serene - l’aria si raffredda e raggiunge temperature polari, con differenze estreme tra i bordi del “buco” (di questo si tratta) e il fondo.

Si chiama “Busa del Miel” e l’hanno scoperta i volontari di Meteo Triveneto che l’inverno scorso, per la prima volta, hanno provato a installare un termometro lassù, in questa depressione tra le rocce a 2.618 metri di quota. Il risultato è emerso solo nei giorni scorsi, quando sono stati scaricati i dati registrati il 19 febbraio scorso: 45,8 gradi centigradi sotto zero, cioè 1,8 gradi in meno rispetto alla vicina Busa Fradusta (44 gradi sotto zero, misurati lo stesso giorno) dove il 10 febbraio del 2013 venne registrato il record italiano del gelo con 49,6 gradi sotto zero.

«Non sembrava il luogo più adatto per le temperature estreme, considerate le pareti piuttosto ripide e la ridotta porzione di cielo visibile, che limita quindi lo scambio di calore (e di conseguenza il raffreddamento) verso la libera atmosfera» ha spiegato Giampaolo Rizzonelli, vice presidente di Meteo Triveneto. «Ma ci siamo dovuti ricredere». Sarà su “Busa del Miel” che si concentreranno quindi le attenzioni dei “freddofili” (così amano chiamarsi gli appassionati del gelo) convinti di registrare presto temperature anche inferiori ai 50 gradi sotto zero. Senza ovviamente abbandonare le rilevazioni che vengono condotte ogni anno in 115 siti diversi, alla scoperta dei meccanismi che contribuiscono a formare questi sensazionali “laghi di aria fredda”. Un progetto che vede coinvolti anche Meteotrentino, Cnr Isac, Arpa Veneto, Osmer del Friuli Venezia Giulia e Umfg.

Alcune curiosità su “Busa del Miel”? In questa depressione la temperatura minima è stata sempre inferiore a zero per 177 giorni di fila, dall’8 novembre 2014 al 3 maggio del 2015. E in tutti i mesi in cui sono state rilevate le temperature il termometro è sceso (almeno una volta) sotto lo zero: da aprile a luglio. Con temperature polari non solo a febbraio (il giorno del record stagionale con 45,8 gradi sotto zero) ma anche a novembre (31,8 sotto zero), marzo (-38°) e aprile: -29,5° (alla faccia della primavera).

Se vi siete incuriositi sappiate che si tratta di un semplice avvallamento tra le rocce, ma nei giorni giusti l’effetto è strabiliante: la temperatura scende in picchiata (anche di 20 gradi in un’ora) e raggiunge livelli artici. E se amate la montagna (ma non il gelo) niente paura: la fabbrica del freddo funziona solo all’interno della dolina, mentre all’esterno (e ovviamente a valle, a San Martino di Castrozza) il termometro si ferma a livelli normali













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