«Ogni autore ha una visione diversa»

TRENTO. Con la vittoria dei Gobj sui Ciusi nella disfida finale sono ormai andate in archivio le Feste Vigiliane di questo 2018. Tra i tanti eventi ed appuntamenti che questa manifestazione riserva...



TRENTO. Con la vittoria dei Gobj sui Ciusi nella disfida finale sono ormai andate in archivio le Feste Vigiliane di questo 2018. Tra i tanti eventi ed appuntamenti che questa manifestazione riserva uno dei più attesi era senza dubbio la “tonca” con annesso Tribunale di penitenza, anche se quest’anno, come abbiamo riportato negli scorsi giorni, non sono mancate le polemiche per non aver rispettato la tradizione. La decisione di “toncare” il popolo trentino stesso (e non qualcuno in particolare) ha infatti fatto storcere il naso a non poche persone, tra cui gli “ex accusatori” e l’organizzatore storico della manifestazione Guido Malossini.

«Abbiamo fatto la scelta di andare verso un superamento del capro espiatorio – ribatte il direttore del Centro Servizi Culturali Santa Chiara Francesco Nardelli (nella foto) - di provare un ragionamento più collettivo, individuando un male da toncare non rappresentato da un soggetto fisico ed individuale. Non mi pare, comunque, che la satira politica sia mancata nel tribunale di penitenza».

In relazione alle critiche ricevute per le decisioni prese sulla tonca di quest’anno Nardelli spiega: «Quando sono fondate e fatte da persone che hanno assistito all’evento, come mi è capitato di riceverne, non vedo perché non tenerne conto, mentre quando derivano da un sentito dire sono meno disponibile a tenerle in considerazione ».

Interrogato sul motivo per cui la formula sia cambiata e se ciò abbia a che vedere con le polemiche riguardanti la tonca del questore D’Ambrosio lo scorso anno, il direttore del Centro Santa Chiara risponde: «Lo escludo tassativamente, abbiamo deciso di sperimentare con l’esclusione delle individualità e gli autori hanno scritto il testo: non lo abbiamo censurato così come non lo abbiamo fatto lo scorso anno con Mario Cagol. La tradizione è stata mantenuta sulla forma dello spettacolo, poi ogni autore ne esprime una visione diversa». (l.d.d.)













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