il caso

Moena, funzionario del Comune accusato di corruzione

Avrebbe fatto vincere un concorso al Comune di Moena per un posto da impiegata in cambio di un alloggio gratuito



TRENTO. Avrebbe fatto vincere un concorso pubblico a una donna per un posto di collaboratore contabile al Comune di Moena in cambio dell’utilizzo gratuito di un appartamento di proprietà del marito della signora. Per questo il responsabile dei servizi finanziari del comune, Michele Rizzi, 31 anni, è indagato per corruzione propria, rivelazione del segreto d’ufficio e abuso d’ufficio.

Nei guai anche la concorrente vincitrice del concorso, Alessia Gabrielli, 38 anni di Predazzo, che è indagata per corruzione e rivelazione d’ufficio in concorso con il dipendente pubblico. La Procura nei giorni scorsi ha inviato i due l’avviso di conclusione delle indagini. Adesso hanno venti giorni di tempo per chiedere di farsi interrogare o per indicare elementi a loro favore. Poi la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio.

Le difese, sostenute dagli avvocati Paolo Demattè per Rizzi e Elena Ranieri e Giuseppe Ghezzer per Alessia Gabrielli, adesso dovranno valutare appieno tutti gli elementi raccolti dalla Procura prima di decidere la strategia. Rizzi ha smepre detto di aver agito in buona fede e senza aver avuto vantaggi.

Quello che è sicuro è che le accuse sono da far tremare i polsi. In caso di condanna, i due difficilmente potranno conservare il posto di lavoro.

L’inchiesta parte da una segnalazione della stessa commissione d’esame. Secondo la Procura, Rizzi, in qualità di commissario d’esame del concorso pubblico per un posto di collaboratore contabile presso il settore ragioneria e finanza del Comune di Moena, avrebbe ottenuto la disponibilità di un appartamento di proprietà di una società riconducile al marito della concorrente. Appartamento per il quale non avrebbe pagato nessun canone di locazione.

In cambio, secondo l’accusa, Rizzi avrebbe aiutato la donna a vincere il concorso. Il reato di rivelazione di segreto d’ufficio viene ipotizzato perché Rizzi si sarebbe procurato le tracce delle prove scritte e le domande delle prove orali e le avrebbe fornite alla concorrente per favorirla.

Infine, il reato di abuso d’ufficio, viene ipotizzato solo per Rizzi perché avrebbe dovuto astenersi dal partecipare alla commissione d’esame e in questo modo avrebbe favorito la donna facendole vincere il concorso per un posto pubblico con uno stipendio lordo annuo di 33.641 euro. Rizzi davanti alla Guardia di Finanza si è difeso cercando di spiegare quello che è successo. Adesso i difensori potranno chiedere alla Procura di approfondire gli elementi a sua difesa.













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