La natura come  luogo prioritario di apprendimento

Trento. “La natura non deve essere solo una possibilità, ma il contesto prioritario di elezione per creare ambienti di apprendimento”. A dirlo è Cristina Bertazzoni, professoressa dell’Università di...



Trento. “La natura non deve essere solo una possibilità, ma il contesto prioritario di elezione per creare ambienti di apprendimento”. A dirlo è Cristina Bertazzoni, professoressa dell’Università di Verona, all’apertura del convegno “Green School una scuola sotto il cielo” che si è tenuto l’altro giorno a Trento e a cui hanno partecipato oltre 140 persone tra dirigenti scolastici, maestri, professori, adulti interessati ad un argomento che sta diventando centrale: quello della relazione tra natura ed educazione. Un tema su cui è intervenuto in prima linea Fabrizio Bertolino, naturalista e pedagogista presso l’Università della Valle d’Aosta che negli ultimi anni se ne è occupato in modo preponderante. “L’alternativa che ci si pone di fronte è tra l’avere bambini talpa, ovvero superadattati nel proprio contesto ma che perdono la rotta quando escono dalla loro tana per misurarsi con la vita, e bambini radice cioè con una forte identità ecologica, biologica ed evolutiva. Bambini che amano prendersi cura di un albero, di un pezzetto di terra, di un altro essere vivente.”













Ambiente&Percorsi

CONVEGNO

Quarant'anni di tutela della natura e nuove sfide in Trentino

A Baselga di Pinè, il 29 ottobre, un confronto su scenari storici, attuali e futuri, organizzato dalla Sat con comitato Laghi, Italia nostra e altre realtà. Si partirà da un'analisi a 40 anni dalla legge che ha istituito i primi biotopi: attenzione particolare sarà riservata al tema su acqua, agricoltura, foreste e alta montagna di fronte ai cambiamenti climatici

Doss delle Grave: camminando nella storia con panorami a 360 gradi

 

Primo piano

CLIMA

Antartide, in 5 anni le emissioni di CO2 aumentate di oltre 5 volte

I dati allarmanti di uno studio che ha analizzato il carbonio geologico e idrogeologico emesso dal permafrosti ricercatori del Cnr, dell'Ingv e delle Università di Otago e Waikato indicano l’esistenza di un meccanismo di rilascio ancora scarsamente rappresentato nelle attuali ricostruzioni del ciclo del carbonio alle alte latitudini