Dimaro, torna in funzione la segheria veneziana

Inaugurata ieri l’antica struttura restaurata nella frazione di Carciato Caola: «Diventerà un punto informativo e porta di ingresso naturale al Parco»


di Francesca Tomaselli


DIMARO. E’ stata restituita alla comunità di Dimaro l’antica segheria veneziana durante la tradizionale festa dei mestieri “de na bota” organizzata nella frazione di Carciato. Una struttura riportata agli antichi splendori grazie alla collaborazione fra il Comune, il Gal Val di Sole e il Parco Naturale Adamello Brenta. E’ sempre un momento importante e motivo di orgoglio quando una comunità con un forte richiamo ai secoli passati si riappropria delle proprie tradizioni, riscoprendo e valorizzando il patrimonio culturale che la caratterizza.

L’opera che va ad arricchire l’ecomuseo della Val Meledrio e i suoi manufatti, come l'antico maglio di lavorazione del ferro e la calcara, una rete di collegamento con la Val Rendena luogo di testimonianze storiche, culturali e ambientali. A fianco della segheria una moderna struttura ospita l’allestimento dedicato al funzionamento del capolavoro di ingegneria meccanica, accanto ad alcuni pannelli tematici dedicati alle peculiarità dell’ area, riferimento importante per il Parco Naturale. «Teniamo molto a questa valle ricca di testimonianze - ha sottolineato Antonio Caola presidente del Parco - in futuro la segheria diventerà un punto informativo porta di ingresso naturale a nord del Parco».

Durante la cerimonia di inaugurazione con la benedizione di Padre Romano, il sindaco Romedio Menghini ha ricordato come grande sia stato l’impegno negli anni delle diverse amministrazioni per mantenere la destinazione d’uso dell’edificio anche se diroccato.

«Un sogno rimasto nel cassetto che finalmente si realizza - dice Udalrico Fantelli- da oggi si può nuovamente gustare il sapore delle storie che hanno animato nei secoli questo luogo in cui l’umanità ha sposato la natura». Vincenzo Stanchina discendente da un’antica famiglia di “segoti”, ha messo in funzione la sega dopo aver raccontato il vero motivo per cui si attribuisce l’aggettivo veneziana alle numerose segherie presenti in Trentino. «Sarebbe più corretto chiamarle segherie alla veneziana - ha spiegato Stanchina - ciò deriva dal fatto che le valli trentine, mai sottomesse alla potente repubblica marinara, avevano fatto proprie le tecniche di costruzione grazie ad un sistema che si adattava al meglio ai torrenti di montagna. Esiste anche un’altra versione legata al grande potere economico di Venezia che si era comprata tutte le segherie e anche i “segoti”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle