Ciré, i residenti dicono no al centro stoccaggio rifiuti

Il fiduciario Lugoboni: «Se Amnu lo costruisce la nostra frazione diventa invivibile per la puzza che produce l’impianto e per il notevole aumento del traffico»


di Roberto Gerola


PERGINE. Gli abitanti di Ciré contestano l’ipotizzata realizzazione del centro di trasferimento e stoccaggio rifiuti che Provincia e Amnu propongono di collocare nella piana sulla sponda destra del torrente Fersina. La nuova struttura è vista come un’ulteriore penalizzazione di un centro abitato (270 residenti), che già conta decine di stabilimenti industriali, grandi arterie di traffico urbano, cave, rumori, odori e polvere.

L’altro giorno si sono riuniti con Nicola Lugoboni, fiduciario della frazione, come interprete ufficiale di questa contestazione. Sono emerse le motivazioni principali della contrarietà alla struttura, ma anche considerazioni di carattere generale che riguardano le conseguenze pratiche all’eventuale costruzione del centro. In sostanza, sono state riprese e integrate le dichiarazioni maturate ancora anni fa.

«Ne abbiamo abbastanza di occasioni di invivibilità - hanno detto - e facciano riferimento innanzitutto allo stabilimento Vetri Speciali. Abbiano fatto una battaglia negli anni scorsi per arrivare a una diminuzione do rumore e odore. Ci siamo impegnati e abbiano ottenuto risultati importanti». Proprio in base a questi risultati, «non si vorrebbe - dicono ancora - che si dovesse ricominciare a protestare. Non vogliano assolutamente che questo centro sia realizzato al Ciré, perché l’inquinamento dell’ambiente e i disagi conseguenti, sarebbero inevitabili. Nella zona a poche decine di metri dall’albergo e dalle abitazioni, si concentrerebbero carichi e scarichi di rifiuti con inevitabili rumori e polvere e odori. Ci bastano le tre cave esistenti: basta un po’ d’aria e la polvere è ovunque. Accanto a questo ci sarebbero anche gli odori anche perché il materiale raccolto sarebbe qui concentrato e lavorato per essere trasportato altrove». Il problema dei trasporti. «Amnu afferma che i viaggi diminuirebbero da 23.000 a 17.000 (e si risparmierebbe) anche per l’uso di auto compattatori più grossi. Ebbene, diciamo, ci sarà un traffico pazzesco di automezzi sulle nostre strade. Quelli provenienti da Pergine (con Levico e zona laghi) ci passano davanti al naso due volte: la prima sulla provinciale (o sulla statale) fino allo svincolo e la seconda sull’altra corsia per raggiungere l’ingresso del centro raccolta. L’uscita degli automezzi diretti a Verona sarebbe prima verso Pergine (uscita e rientro da via Rosmini) e poi sulla corsia verso Trento». In conclusione: «Il sindaco Corradi si era opposto con decisione. Lo si faccia ancora a tutela nostra».

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