Arrivano gli incentivi «Stn» sciolto dai Comuni

Un bonus da 235mila euro da dividere tra le amministrazioni socie del Consorzio Ma ora bisogna risolvere la «grana» dei sei dipendenti diretti da ricollocare


di Giacomo Eccher


CLES. Deliberato all'unanimità, dall'assemblea, lo scioglimento del Consorzio per i Servizi Territoriali del Noce (Stn), costituito da Cles assieme ai cinque comuni solandri di Malé, Caldes, Terzolas, Monclassico e Cavizzana.

«Una scelta se non proprio obbligata sicuramente opportuna, viste le cifre in ballo e soprattutto le prospettive in essere del mercato idroelettrico», ha detto ieri in una conferenza stampa a Cles il dottor Albino Leonardi, già presidente del Cda ed ora commissario liquidatore del Consorzio.

«La decisione – ha spiegato Leonardi - va nel solco della naturale evoluzione delle ex aziende comunali verso una forma economicamente sostenibile dell'organizzazione delle attività di prestazione di servizi con l'obiettivo di conseguire i medesimi risultati con minori costi e una maggiore efficienza di gestione».

Una semplificazione del settore delle imprese distributrici di energia che in Trentino Alto Adige è emblematica soprattutto in raffronto con le altre regioni italiane: a fronte di 83 imprese distributrici in Trentino Alto Adige, ce ne sono solo 3 nel Veneto e in Emilia Romagna, una sola in Toscana, due in Liguria e solo 14 in Lombardia. «Una semplificazione che produce benefici immediati grazie all'incentivo deciso dell'Autorità per l'energia per promuovere l'aggregazione delle imprese. Incentivo che per la Stn, allo stato attuale, è nell'ordine di circa 235.000 euro, che andranno proporzionalmente nella casse dei Comuni soci all'atto dello scioglimento per confluire in un soggetto più grande», ha sottolineato Leonardi. Quale sarà questo soggetto non si sa, ma la strada porta alla Set, anche se formalmente ogni consiglio comunale, una volta ufficializzato lo scioglimento, tornerà con la propria pregressa azienda municipalizzata.

«Formalmente è così, ma nella pratica la cosa è molto più complessa. A parte la perdita dell'incentivo di aggregazione se un Comune decidesse di stare per conto suo si troverebbe a dover regolarizzare anche la posizione fiscale iniziale al momento della confluenza nel Consorzio perché cadrebbero le agevolazioni applicate nel 1998 al momento dell'avvio della Stn», ha spiegato Leonardi.

Una della preoccupazioni avanzate in assemblea è sulle garanzie occupazionali: attualmente alla Stn fanno capo 17 dipendenti. Di questi 7 sono comandati dal Comune di Cles, uno da quello di Malé, sei sono dipendenti Stn a tempo indeterminato e tre a tempo determinato. Come detto al partita adesso si gioca nei sei consigli comunali. «La delibera di scioglimento va ratificata entro il 20 agosto poi partirà il processo di aggregazione vero e proprio che si deve concludere con la confluenza in un'impresa più grande (la Set?) entro il 26 ottobre prossimo».

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