Il dramma

Valanga al confine fra Udine e Belluno: la vittima è un vigile del fuoco

Carlo Notari, 29 anni, stava facendo scialpinismo con un amico nella zona di Casera Razzo: il corpo è stato trovato dai soccorritori sotto circa un metro di neve. Salve invece altre cinque persone,m travolte da una slavina  a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota. In tutta l'area prealpina del Triveneto il pericolo di valanghe è di grado 3, marcato

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TRIESTE


L'escursionista deceduto ieri, travolto dalla valanga a Casera Razzo (Udine), era un giovane di Bologna, in servizio da pochi mesi al Comando dei vigili del Fuoco di Trieste. Lo ha reso noto in nottata lo stesso Comando dei Vigili del fuoco esprimendo "profondo dolore".

Uno scialpinista morto, uno ferito e altri quattro salvi: è il bilancio di due slavine che sono cadute nel primo pomeriggio a Casera Razzo, al confine tra il Friuli Venezia Giulia, provincia di Udine, e il Veneto, provincia di Belluno, e a Sella Nevea, tra le Alpi Giulie al confine con la Slovenia.

La tragica valanga a Casera Razzo: le immagini del distacco

«Pubblichiamo, perché riteniamo siano istruttive, le immagini del distacco che ha provocato sopra Casera Razzo la morte di uno scialpinista, domenica 1° febbraio. Si vede la traccia di ingresso in traverso e il punto del distacco»: così in un post su Fb il Soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia, dopo l'intervento di emergenza di ieri, sui monti al confine tra Udine e Belluno, nella zona di Casera Razzo.

Ecco le immagini del pendio, con ben evidente l'area della enorme slavina, e quelle dell'intervento per estrarre la persona sepolta nella neve. In tutta l'area prealpina del Triveneto il pericolo di valanghe rimane di grado 3, marcato e domani sono attese nuove nevicate [foto: Cnsas Friuli Venezia Giulia].

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Un bilancio che avrebbe potuto essere ben più tragico, visto che la prima delle due valanghe è stata di notevoli dimensioni, con un fronte di oltre 50 metri e un dislivello di circa 50.

Nella zona, come in tutte le Prealpi il pericolo valanghe è elevato in questi giorni: grado 3, marcato, livello arancione.

Come ha riepilogato il Soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia, il primo allarme per valanga è scattato poco dopo le 14 a Casera Razzo (Vigo di Cadore): una telefonata è giunta al Nue112 da una persona che aveva assistito all'evento e notato che una persona era stata travolta.

La valanga è caduta all'incirca a 1.800 metri di quota, non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia, sotto un rilievo di 1.930 metri, su un versante Nord, sopra Casera Tragonia.

I soccorsi sono stati immediati, anche perché poco lontano, era in corso una esercitazione di squadre del Soccorso Alpino proveniente da Fvg e Veneto, proprio con una unità cinofila da valanga. I soccorritori hanno chiamato rinforzi e dunque sono giunti oltre all'elicottero della Protezione Civile, anche quello dei Vigili del Fuoco e dell'elisoccorso regionale.

Da terra, invece, sono arrivati anche i militari Guardia di Finanza e, in tutto tre unità cinofile da valanga. Nonostante gli sforzi, in condizioni meteorologiche inclementi, la persona è stata trovata, senza vita, soltanto dopo varie ore di ricerche. Era sotto un metro di neve.

La vittima si chiamava Carlo Notari (nella foto), 29 anni. "Tutti i Vigili del Fuoco si stringono attorno ai familiari di Carlo, per sostenerli nel dolore e nella tragedia che li ha colpiti", riporta una nota. Il giovane è stato travolto intorno alle 14 mentre a Casera Razzo, nella zona delle creste del Monte Tiarfin, a circa 1.800 metri di quota stava salendo assieme a un compagno di gita. Quest' ultimo era più in basso e non è stato colpito, ha invece visto cadere la valanga e l'amico scomparire sotto la neve.

Sono stati i soccorritori, provenienti dalle stazioni del Soccorso Alpino di Friuli Venezia Giulia (stazioni di Forni Avoltri e Forni di Sopra) e Veneto, circa una cinquantina di persone, a individuare il corpo dopo ripetuti sondaggi con le sonde, all'incirca sotto un metro e mezzo di neve, ormai privo di vita, intorno alle 18.

Alle operazioni di ricerca hanno partecipato tre Unità Cinofile, una delle quali prelevata a Claut, al Rifugio Pradut, grazie all'elicottero dei Vigili del Fuoco, soccorritori dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, gli elicotteri della Protezione Civile e dell'elisoccorso regionale.

Alla prima telefonata di soccorso è seguita una seconda chiamata per un evento analogo: una valanga a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota lungo l'itinerario di scialpinismo che conduce da Sella Ursic alla Conca Prevala.

La valanga ha travolto una persona che stava facendo una escursione insieme con quattro amici, a quanto sembra tutti di nazionalità slovena, che hanno miracolosamente evitato di essere sepolti. Sono stati proprio i compagni ad estrarre l'amico dalla neve: le sue condizioni non sembrano preoccupanti, è sempre stato cosciente sebbene con molti traumi e in ipotermia.

La persona è stata stabilizzata dal secondo elicottero sanitario dell'elisoccorso regionale e trasportata a Sella Nevea dove è stata presa in carico dai sanitari di una ambulanza; poi, di nuovo in elicottero è stata portata all'ospedale di Udine. Sul posto hanno operato una unità cinofila da valanga, un medico del Soccorso Alpino, un tecnico di elisoccorso, personale della Guardia di Finanza e della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino, la Polizia di Stato. Gli incidenti si sono verificati in un contesto di spiccata instabilità del manto nevoso.

L'ultimo bollettino della Protezione Civile Regionale aveva previsto per oggi un grado di pericolo 3 (Marcato) sopra i 1.400 metri per la presenza di neve fresca e la formazione di lastroni da vento in prossimità di creste e canaloni, oltre a strati fragili persistenti nascosti nei pendii ombreggiati.

Martedì scorso un'altra valanga era caduta proprio a Sella Nevea stravolgendo due scialpinisti croati, uno dei quali era stato trascinato per un centinaio di metri. A salvargli la vita è stato l'airbag, che lo aveva mantenuto in superficie, consentendo al compagno di individuarlo rapidamente e liberarlo.













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