Comunali

Fugatti e il calo delle affluenze: "Un richiamo alle istituzioni", al voto il 10% in meno degli elettori

Il presidente della Provincia commenta un dato che preoccupa dopo il voto di ieri per l'elezione dei sindaci: in media in Trentino ha votato il 54,53%, quasi il 10% in meno rispetto a cinque anni fa, quando votò il 64,08% degli aventi diritto



 TRENTO - Nell'augurare buon lavoro ai sindaci risultati eletti al primo turno nella giornata di ieri, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega), esprime anche la preoccupazione per il significativo calo di affluenza alle urne. In Trentino, infatti, l'affluenza è stata del 54,53%, alle precedenti amministrative fu del 64,08%. 

"È un tema noto, che non riguarda solo la nostra provincia, e che purtroppo si è aggravato e richiede uno sforzo supplementare da parte di tutti, istituzioni e cittadini. È evidente che gli appelli lanciati da chi riveste cariche istituzionali - prosegue Fugatti - non sono purtroppo sufficienti". 

Un tema, prosegue Fugatti, che "riguarda molte democrazie moderne, anche se le ultime elezioni in Germania hanno visto fortunatamente una crescita record della affluenza. Forse c'è la sensazione da parte dei cittadini di non riuscire a incidere realmente sulle future decisioni degli amministratori e quindi si allontanano dalla fase elettorale. 

Sta a noi istituzioni dimostrare ai cittadini di occuparci dei loro reali problemi. Cosa non sempre facile perché le nostre istituzioni poi devono confrontarsi con altre istituzioni e norme di rango superiore che a volte limitano anche l'esercizio della nostra attività amministrativa. Un appello va lanciato ai giovani, a volte i più assenti dalle urne. 

Serve un forte impegno per lavorare sul loro coinvolgimento. Il futuro è nelle loro mani ma devono anche avere la responsabilità di saperlo sviluppare all'interno dei percorsi democratici della nostra comunità", conclude Fugatti.













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