Wafaa Amer dall'Egitto alle pareti verticali sulle Alpi
In libreria la straordinaria vicenda dell'alpinista cresciuta in Piemonte: nelle pagine scritte con Guendalina Sibona il racconto di un affascinante percorso sportivo e umano che ha dovuto superare prima di tutto pregiudizi e divieti all’interno della famiglia
IL LIBRO «Il maestro itinerante», la voglia di conoscere dei montanari
La storia dell'alpinista di origini egiziane Wafaa Amer, fin da bambina in Piemonte, non si può ridurre a una favola di riscatto, dell’underdog che trionfa nonostante le avversità; è un grido di rivalsa e un invito a seguire il proprio destino, a lottare per ciò che siamo, anche se è difficile, anche quando sarebbe più comodo adeguarsi e vivere nel limite.
La sua vicenda affascinante è narrata nel nuovo volume «Io sono Wafaa» (Solferino, 240 pagine, 19 euro), scritto con Guendalina Sibona.
Nel settembre 2022 Wafaa Amer aveva incontrato a Trento il pubblico del Festival dello sport (nella foto) raccontando il proprio percorso sportivo e umano nel quale ha dovuto superare prima di tutto pregiudizi e divieti all’interno della sua famiglia, un'esperienza che le ha permesso di raggiungere una maggiore consapevolezza di se stessa.
«Quando la scuola - aveva raccontato - ci ha proposto come discipline alternative alla ginnastica un corso di arrampicata, la mia classe ha aderito subito e la mia più cara amica mi ha convinto ad iscrivermi. A casa però non ne volevano sapere e così io ho falsificato la firma sulla domanda e la mia amica mi ha prestato i soldi. E iniziato tutto così.
Scappavo letteralmente di casa per andare ad allenarmi, perché in quanto donna nella cultura egiziana questo non era ammesso e poi ho iniziato a fare subito delle gare: io ero in giro per Torino a gareggiare mentre i miei erano convinti che fossi a casa studiare e quelle prime medaglie le ho tirate fuori molti anni dopo.
All’inizio c’era un po’ di paura perché l’altezza dei boulder è tutt’altra cosa e scalare legati è proprio tutta un’altra cosa. Non mi piaceva infatti, ma crescendo ho scoperto questa passione, in particolare a Finale Ligure dove mi sono trasferita per seguire i miei sogni, ma anche nella falesia francese di Cèüse.
Per me arrampicare non è mai stato una questione di numeri e gradi, per me è stato una forma di libertà che mi ha aiutato anche dal punto di vista psicologico. Mi ha aiutato a capire chi sono e che cosa voglio. Lo sport aiuta davvero a formarti come persona. Io avevo la consapevolezza di essere una donna forte e grazie all’arrampicata ho capito chi sono veramente.
La mia famiglia sapeva cosa facevo, pur non accettandolo. Quando sono ritornata dopo i 18 anni, mio nonno mi ha chiamato ecco la mia scalatrice! e dove abita lui non sanno nemmeno cos’è la arrampicata sportiva. Questo riconoscimento mi ha fatto molto piacere, anche emozionare, perché è stato un grande passo».
Già da bambina - scrive l'editore - Wafaa Amer ha fame di libertà, di avventura e di superare i limiti che le vengono imposti dall’esterno. Sono tanti, nel piccolo villaggio egiziano in cui cresce insieme alle sorelle, ma lei li supera con la serenità e l’incoscienza dell’infanzia, sostenuta dalla presenza amorevole di nonno Alì.
È lui che veste i panni di padre, mentre i genitori cercano di costruirsi una vita in Italia.
A nove anni Wafaa deve raggiungere il resto della famiglia in Piemonte: all’improvviso si trova ad affrontare una realtà ostile e piena di pregiudizi, a parlare una lingua che non conosce e a sottostare alle tirannie di un padre rigido e anaffettivo. A salvarla è una passione, che incontra per caso durante le ore di ginnastica alle scuole medie e che diventerà presto la sua via d’uscita: l’arrampicata.
Guendalina Sibona, classe 1984, scrittrice, fotografa, ultrarunner e appassionata di montagna, nel 2021 ha pubblicato il libro Un giorno ancora. Il mio viaggio dentro il Tor. È stata la co-autrice di Campo Tre. Sul K2 in inverno e altre storie ostinate di Mattia Conte (Solferino 2021). Con Aereostella sono usciti alcuni dei suoi racconti di viaggio, tra i quali Appunti da New York – Su e giù al ritmo della Grande Mela (2012), vincitore del Premio Letterario Maria Messina 2012.