BILANCIO

Soccorso alpino trentino: interventi in aumento, forte impegno nella prevenzione

A margine della presentazione dei numeri del 2025, il Cnsas provinciale sottolinea che si è trattato di un anno caratterizzato da interventi complessi e da eventi anche drammatici. Il presidente, Walter Cainelli: «Accanto all’attività di soccorso, resta centrale la promozione di una cultura della prudenza e della responsabilità in montagna»

INCIDENTI In Trentino l'anno scorso 909 persone ferite e 51 vittime
SICUREZZA Soccorso alpino trentino, 4 giornate di formazione per i tecnici



Nel 2025 il Soccorso alpino e speleologico Trentino è intervenuto più di 1.500 volte per prestare soccorso a oltre 1.600 persone. Lo spiega una nota diffusa oggi, primo aprile, parallelamente al bilancio dell'attività a livello nazionale pubblicato dal Cnsas centrale. 

È stato un anno caratterizzato da interventi complessi e da eventi anche drammatici, con un impegno operativo costante su tutto il territorio.

Accanto all'attività di soccorso, sono stati rafforzati formazione, dotazioni e collaborazioni con i partner. 

«Il 2025 – osserva il presidente del Cnsas trentino, Walter Cainelli - è stato un anno intenso per le nostre stazioni, segnato da operazioni complesse e da eventi che hanno colpito profondamente la comunità della montagna. Dalla lunga e impegnativa ricerca dei due escursionisti dispersi sul Carè Alto all’inizio dell’anno, ai numerosi incidenti mortali dell’estate, abbiamo operato con professionalità, competenza e forte senso di servizio.

Accanto all’attività di soccorso, resta per noi centrale la promozione di una cultura della prudenza e della responsabilità in montagna.

A un anno dall’insediamento della nuova direzione provinciale, lavoriamo con una squadra che guarda al futuro con responsabilità e determinazione.

Stiamo consolidando la collaborazione con i rifugisti attraverso un accordo che prevede momenti formativi dedicati e la progressiva dotazione dei rifugi aderenti di strumenti utili alla gestione delle emergenze.

Prosegue inoltre l’investimento costante in formazione e aggiornamento delle attrezzature.

Nel corso del 2025 l’Unità operativa Trentino Emergenza ci ha consegnato 31 nuovi defibrillatori, strumenti salvavita distribuiti tra le 33 Stazioni territoriali per potenziare e rinnovare la dotazione esistente. Parallelamente è stato rafforzato il parco mezzi, con la consegna di nuovi furgoni e fuoristrada alle diverse stazioni, anche grazie al contributo di enti locali e istituzioni.

Il bilancio dell’anno ci restituisce l’immagine di un’organizzazione solida e profondamente radicata nel territorio, che mantiene costantemente al centro la tutela delle persone in difficoltà e il loro bisogno di aiuto». 

I dati degli intgerventi comprendono sia i soccorsi svolti in ambiente montano, ipogeo e impervio, sia i soccorsi per altre tipologie d’incidenti, per le quali la centrale unica di emergenza ha ritenuto indispensabile l'intervento di tipo tecnico e/o tecnico/sanitario del Soccorso alpino, in collaborazione con gli altri enti di Protezione civile. Nella prima catregoria rientrano attività quali l’escursionismo, l’alpinismo, le vie ferrate, il parapendio, lo scialpinismo, le scalate su roccia e cascate di ghiaccio, mentre della seconda fanno parte, per esempio, il taglio legna nei boschi, incidenti stradali, cantieri in quota, ambienti rurali o antropizzati, eventi di protezione civile eccetera. Rispetto al 2024 sono state soccorse 95 persone in più.

Nella graduatoria delle attività svolte dalle persone per le quali è stato necessario l'intervento del Soccorso alpino e speleologico trentino la più rilevante, come ogni anno, è l'escursionismo con il 53,1% degli interventi, per soccorrere 852 persone. 

Seguono la mountain bike/e bike/bicicletta con il 15,7% (252 persone soccorse), l’alpinismo con il 7,4% (119 persone soccorse), gli incidenti sul lavoro o collegati ad attività boschiva con il 3,1% (49 persone soccorse), lo scialpinismo con il 2,2% (35 persone soccorse), le ferrate con il 2,1% (33 persone soccorse), il parapendio, tuta alare o  base jumping con l’1,6% (26 persone soccorse), attività e sport sulla neve diversi dallo sci alpinismo con l’1,6% (26 persone soccorse), la ricerca di funghi con l’1,5% (24 persone soccorse),  l’arrampicata sportiva con l’1,1% (17 persone soccorse). 

Le unità cinofile sono state preallertate 56 volte e hanno effettuato 29 interventi di ricerca, 8 in valanga e 21 in superficie.

La stazione speleologica è stata impiegata in tre operazione di soccorso, di cui un evento a supporto delle squadre alpine. Un intervento in grotta si è svolto in Trentino, l’altro in Piemonte nell’Abisso Paperino. Il Gruppo tecnico forre ha portato soccorso a 12 persone in 10 diversi interventi, di cui 3 in operazioni di ricerca persona dispersa. 

Sul totale delle 1.602 persone soccorse, gran parte delle richieste hanno riguardato persone ferite (909), gli illesi sono stati 634, mentre i decessi 51 (si precisa che questo dato comprende anche il recupero di salme non collegabili ad attività montane).

Nell’82,6% dei casi si è trattato di persone di nazionalità italiana, seguiti da persone di nazionalità tedesca per il 6,7%.

Tra le principali cause d’incidente, le percentuali più alte sono da attribuire nell’ordine alle cadute/scivolate (46,9% con 753 persone soccorse), alle condizioni fisiche o psico fisiche (18,4% con 295 persone soccorse), alla perdita dell’orientamento (6,7% con 107 persone soccorse). 

Nel 2025 il Soccorso alpino e speleologico trentino ha potuto contare sull'esperienza e la competenza di 766 soccorritori, operativi 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, e organizzati in 33 stazioni territoriali e una speleologica, capillarmente distribuite su tutto il territorio e guidate dai rispettivi capistazione. 

Fanno parte dell’associazione 113 operatori soccorso base, 436 operatori soccorso alpino, 10 unità cinofile da valanga e ricerca di superficie (e i cuccioli in formazione), 100 tecnici di soccorso alpino, 19 tecnici di elisoccorso, 45 istruttori e 7 formatori sanitari, oltre 46 sanitari tra medici e infermieri professionali.

Il Cnsas trentino, inoltre, può contare su 36 operatori abilitati al soccorso in forra (di cui due istruttori nazionali, 3 regionali e 6 sanitari) e 30 tecnici speleologici (di cui 1 istruttore regionale e 3 istruttori nazionali). All’interno del corpo 12 operatori hanno la qualifica di tecnico di centrale operativa (tco) e vengono impiegati nella centrale unica emergenza.

Inoltre, sono presenti le figure dei coordinatori operazioni di ricerca (5 persone) e i tecnici di ricerca (40 persone).  

I tecnici di elisoccorso operano sugli elicotteri in servizio al nucleo elicotteri della Provincia coprendo tre turni giornalieri, due diurni e uno notturno (dalle 20 alle 8).

Nel 2025 i tecnici di elisoccorso hanno svolto un totale di 2.916 missioni (40 interventi in più rispetto al 2024), di cui 543 sono interventi di soccorso alpino (32 interventi in più rispetto al 2024).

Gli interventi durante il turno notturno (dalle 20 alle 8) sono stati 615, di cui 49 sono interventi di soccorso alpino. I Tecnici di Elisoccorso svolgono turni diurni anche presso la base dell'Aiut Alpin a Pontives: 85 sono state le missioni effettuate nel 2025, di cui 26 sono interventi di soccorso alpino.   

I tecnici di centrale operativa, impiegati nella centrale unica emergenza 112, nel 2025 hanno gestito un totale di 1.441 eventi. A partire dal 1° luglio assicurano anche la gestione notturna degli interventi.  

Il Gruppo Tecnici di Ricerca è stato impegnato in 29 interventi di ricerca persone disperse in ambiente montano e impervio, di cui 5 su più giorni, ed è stato preallertato 12 volte. 

Le attività di formazione, verifica e mantenimento di tutte le figure operative appartenenti al corpo si sono svolte per un totale di 520 appuntamenti. 

Diventare soccorritori 

Nel corso del 2025 sono 62 le persone che hanno preso parte al percorso formativo per diventare operatori soccorso alpino e operatori tecnici sanitari.

Di questi, in 38 hanno ottenuto le qualifiche sopra menzionate e precisamente: 29 hanno ottenuto la qualifica di operatore soccorso alpino e 7 hanno ottenuto la qualifica di operatore di soccorso alpino base e 2 la qualifica di operatore tecnico sanitario.      

Alle selezioni di ingresso, organizzate per gli aspiranti soci nel mese di ottobre 2025, hanno partecipato 75 persone, di cui 72 hanno superato la prova su roccia.

Queste persone hanno affrontato nel gennaio 2026 la selezione parte neve: 52 aspiranti soccorritori hanno superato l’esame ed hanno avuto accesso al percorso formativo per diventare soci a tutti gli effetti e cominciare a svolgere gli interventi di soccorso nelle Stazioni territoriali di competenza a partire dal prossimo anno.













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