IL BILANCIO

Nel 2025 numero record di soccorsi in montagna, aumento delle vittime

In Trentino 909 persone ferite, 634 illese e 51 decedute. Il Cnsas spiega che in Italia l'anno scorso sono state 13.037 le missioni (+8%) e si sono registrati 528 morti (+13%) e 9.624 feriti. Le emergenze hanno mobilitato 46.927 soccorritori, la maggioranza degli incidenti sono cadute o scivolate e avvengono durante l'estate

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Nel 2025 sono state 13.037 le missioni di soccorso, con un aumento dell'8% rispetto all'anno precedente, 528 vittime, +13% rispetto al 2024, e 9.624 feriti. In Trentino 909 persone ferite, 634 illese e 51 decedute. Nel territorio provinciale, in un anno 1.553 interventi e 1.602 persone assistite, gli operatori imopegnati sono stati 766 .

Questo il bilancio delle attività del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico (Cnsas), sezione nazionale del Club alpino italiano che da oltre 70 anni effettua soccorsi tecnici e sanitari in ambiente montano, in grotta e negli ambienti impervi in collaborazione con il numero unico di emergenza 112, il Servizio sanitario nazionale e il sistema di emergenza-urgenza sanitaria.

Soccorso alpino trentino: in un anno 1.553 interventi e 1.602 persone assistite

Il bilancio di un anno di attività dei 766 operatori attivi. L’escursionismo si conferma l’attività più a rischio, seguita da mountain bike e alpinismo. Nel 2025 909 persone ferite, 634 illese e 51 decedute

Il bilancio di un anno di attività dei 766 operatori attivi. L’escursionismo si conferma l’attività più a rischio, seguita da mountain bike e alpinismo. Nel 2025 909 persone ferite, 634 illese e 51 decedute

I 13.037 interventi rappresentano "il valore più alto di sempre e confermano una crescita costante della pressione sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi".

Le attività hanno richiesto un impegno complessivo di 204.996 ore/uomo, per un totale di 35.080 giornate/uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori, a fronte di un organico complessivo di circa 7.000 tecnici. Il dato dei decessi segna un aumento significativo rispetto ai 466 del 2024 e ai 491 del 2023, invertendo il leggero trend di riduzione osservato negli ultimi anni.

Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente stabili: il 45% per caduta o scivolata, il 14,1% per malore e l'8,1% per incapacità durante l'attività.

Il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma "come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente". L'escursionismo si conferma nettamente l'attività più coinvolta con il 43,6%, seguita da mountain bike con 7,6%, sci 7,4%, alpinismo 5,2% e ricerca funghi 3,2%.

Continua a crescere il peso di attività "accessibili" come escursionismo e bike, che attirano un numero sempre maggiore di praticanti anche poco esperti.

Durante gli interventi: 9.624 feriti, 4.231 illesi e 140 dispersi.

L'identikit della persona soccorsa: è un uomo nel 69,5% dei casi, italiano (81,1%), con un'età prevalente tra i 50 e i 60 anni (15,51%). Si tratta frequentemente di escursionisti coinvolti in incidenti dovuti a cadute o a difficoltà legate al terreno e alle condizioni ambientali.

Quasi la metà degli incidenti, come negli anni precedenti, si è verificato nel periodo estivo di maggiore afflusso turistico. Gli interventi si concentrano ad agosto con il 17,9%, a luglio con il 13,6% e settembre con l'11,4%.













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