IL TEMA

Serpenti, bacche e funghi velenosi: come gestire i pericoli in montagna

Intervista con il dottor Giorgio Martini, che nei giorni scorsi ha tenuto insieme al naturalista Giorgio Perini due giorni di formazione scientifica rivolta ai farmacisti, in località Desene e sul monte Cola, nel gruppo del Lagorai, territorio di Ronchi Valsugana

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FABRIZIO TORCHIO


La formazione scientifica si è unita all'esperienza pratica sul campo in due giorni trascorsi nella località Desene e sul monte Cola, nel gruppo del Lagorai.

Obiettivo principale, fornire a una ventina di farmacisti, arrivati da diverse regioni italiane, le competenze per gestire le peculiarità della salute in montagna approfondendo sia l’effetto dei farmaci ad alte quote, sia il riconoscimento dei pericoli naturali.

Parliamo di un evento di educazione in medicina che si è svolto a Ronchi Valsugana il 3 e il 4 ottobre con il dottor Giorgio Martini e il naturalista Giorgio Perini.

«Volevamo - ci spiega Martini, farmacista a Cembra - che i professionisti approfondissero sia l’effetto dei farmaci ad alte quote, sia il riconoscimento diretto dei pericoli naturali in modo tale da dare un consiglio pratico dal bancone della farmacia».

Dottor Martini, le sessioni pratiche hanno rappresentato il cuore del corso. Cosa avete analizzato durante le escursioni?

«Grazie alla guida del naturalista dottor Giorgio Perini, abbiamo trasformato il territorio in un laboratorio a cielo aperto.

Ci siamo concentrati sull’osservazione sul campo di piante, funghi e bacche velenose e morso di serpenti.

Non ci siamo limitati al semplice riconoscimento visivo: abbiamo spiegato in modo estremamente dettagliato la loro tossicologia, permettendo ai farmacisti di capire esattamente quali meccanismi tossici si attivano in caso di ingestione o contatto accidentale, o come trattare il morso di vipera».

Funghi e bacche velenose: quali meccanismi tossici si attivano in caso di ingestione? Che cosa fare in questi casi?

«L’approccio clinico e tossicologico alle intossicazioni da funghi e bacche velenose si basa sulla distinzione dei meccanismi d’azione a livello cellulare, recettoriale e sistemico.

In micotossicologia, la discriminante prognostica principale è il tempo di latenza ovvero l’intervallo tra ingestione e comparsa dei sintomi. Tra le più pericolose ricordiamo la sindrome falloidea in seguito all’ingestione di Amanita phalloides, che causa necrosi epatica acuta, latenza dalle 6 alle 12 o 24 ore.

Le intossicazioni da bacche si presentano spesso in ambito pediatrico. I meccanismi biochimici variano a seconda delle famiglie botaniche.

Tra le più comuni ricordiamo la sindrome atropinica per l’ingestione di bacche di Atropa belladonna confuse con mirtilli che causa midriasi fissa (dilatata), tachicardia, secchezza delle fauci, ritenzione urinaria, allucinazioni e ipertermia.

Il farmacista territoriale rappresenta spesso il primo avamposto sanitario consultato dal paziente o dai familiari. Il ruolo principale del farmacista è di triage e indirizzamento immediato, evitando rimedi empirici errati, si parla pertanto di Primo Soccorso e Gestione dell’emergenza.

Per esempio nel caso di qualsiasi sospetto di ingestione di funghi non controllati (o bacche ignote) si impone il trasferimento immediato al pronto soccorso. Non attendere la comparsa dei sintomi. Contattare subito i centri antiveleni (Cav) conservando i reperti: istruire il paziente a recuperare e portare in ospedale tutti i residui dei funghi o delle bacche (anche avanzi di cibo, scarti di pulizia o il vomito stesso).

Al pronto soccorso verranno analizzati dai micologi dell’Asuit per l'identificazione botanica della specie».

È stato dato grande spazio alla gestione delle emergenze: come si sono svolte queste simulazioni?

«La sicurezza in montagna richiede prontezza e competenze pratiche. Per questo, affiancati dall’esperto alpinista Stefano Zanolli, i partecipanti si sono messi in gioco vedendo manovre di primo soccorso e tecniche di trasporto dei feriti in ambiente impervio.

È fondamentale che un farmacista, spesso punto di riferimento anche per gli escursionisti, sappia come muoversi e cosa fare in attesa dei soccorsi avanzati».

Sicurezza in montagna: cosa portare con sè nello zaino?

«Importante è sempre la coperta isotermica, una borraccia d’acqua, un kit di pronto soccorso, un coltellino, un fischietto di emergenza, una torcia frontalino, una giacca a vento anche leggera per le improvvise intemperie».

[Nell'immagine in alto: vista dal monte Ruioch, Lagorai, foto di Zenone Sovilla]

 













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