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Resti carbonizzati in un camper: lunedì l’esame del dna

Il ritrovamento ad Auronzo, a pochi metri dalla strada 48 delle Dolomiti (foto Ansa)


di Rosanna Codino


BELLUNO. L'ultima parola spetterà all'esame del dna, disposto per lunedì dalla Procura di Belluno. Ma tutto lascia pensare che il cadavere carbonizzato ritrovato stamane, 11 giugno, all'interno di un furgone trasformato in camper sia di un turista cinquantenne di Marcon (Venezia).

Nel rogo sono andati distrutti tutti i documenti della vittima e la vecchia targa del mezzo è leggibile solo parzialmente. Ciò che si decifra, compreso il numero di telaio del veicolo, ha portato i Carabinieri di Auronzo a sospettare che la vittima sia l'uomo di Marcon.

Il turista ha una ex moglie e una figlia che da tempo ne avevano perso i contatti. Non è da escludere, peraltro, che più che mezzo di svago per le vacanze tra i monti dolomitici il furgone fosse diventato il rifugio di fortuna della vittima, visto anche il luogo, paesaggisticamente poco appetibile, in cui è stato trovato.

Si tratta di una vecchia discarica in località Miniera, sopra Somprade, una frazione di Auronzo, a ridosso della strada 48 delle Dolomiti.

L'intera area è stata posta sotto sequestro dall'autorità giudiziaria.

L'ipotesi al momento più attendibile, a detta delle forze dell'ordine, è che le fiamme siano divampate per un corto circuito dell'impianto elettrico dell'automezzo, o anche per la presenza di una stufa lasciata accesa o addirittura per le braci di una sigaretta caduta accidentalmente mentre l'uomo stava già dormendo.

Quando stamane alle 6 i vigili del fuoco, chiamati da Santo Stefano di Cadore, sono arrivati sul posto, non vi era più nulla da salvare e il furgone era ridotto ad un ammasso di ferro fumante. 













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