Moena, nella storia di due malghe trasformate dal tempo
Roncac e Panna, oggi noti ristoranti, si trovano fra i prati a pochi chilometri dal centro: in passato erano punti di riferimento per i pascoli più bassi, i primi dove si portava il bestiame in primavera, nella fascia forestale che unisce il Latemar al Catinaccio. Ecco una proposta di passeggiate per scoprire entrambe le realtà, in un paesaggio fra i più belli delle Dolomiti
Malga Misone o di Tenno, conca verde su un monte dimenticato
Baito ai fortini di Molveno, passeggiata tra lago e cime
Come nelle vecchie storie raccontate attorno al fuoco, c'erano una volta le malghe Roncac e Panna, adagiate tra i prati a pochi chilometri dal centro di Moena.
Si tratta di due "malghe basse", cioè poste presso i pascoli più bassi, i primi in cui si cominciava a portare il bestiame verso la metà di maggio o ai primi di giugno.
Di solito il pastore era un ragazzino, aiutato i primi giorni da un adulto. Prima di partire per l'alpeggio alle vacche si dava da mangiare il beveron, una miscela composta dalla giovane erbetta e dal sale benedetto precedentemente in chiesa, che era contenuto in un apposito contenitore di legno che aveva la forma di una chiesetta col campanile ed una porticina da un lato, da cui uscivano il sale e a volte dei pezzettini di santino.
Mentre le bestie pascolavano, i pastori solevano giocare al jech de la porcela. Il gioco consisteva nel formare delle piccole buche nel terreno, nelle quali uno dei giocatori doveva far entrare un sassolino aiutandosi con un bastone, mentre il proprietario della buca, sempre con un bastone di legno, doveva impedirlo, tenendo occupata la buca in suo possesso.
Il 26 giugno era la festa di Sèn Vile, San Vigilio, protettore di Moena. Lo si pregava soprattutto perché tenesse lontano li cattivi tempi. Chi poteva, abbandonava per qualche ora il bestiame e si recava giù in paese per partecipare alla processione.
Il 13 settembre si cominciava a portare il bestiame dai pascoli alti alle malghe di mezzo. Poi, solitamente il giorno di san Michele, il 29 settembre, si faceva la sfilata in paese, la desmonteèr: le mucche migliori stavano davanti al corteo del bestiame.
Le due malghe, la Roncac (foto in alto) e la Panna, sorgono nella fascia forestale che unisce il Latemar al Catinaccio, creando due ampie radure che servivano, un tempo, anche come punti di sosta per i viandanti che salivano verso il passo di Costalunga.
Segnavano anche il confine tra il principato vescovile di Trento – cui Moena apparteneva – e il principato vescovile di Bressanone, possessore della val di Fassa.
Oggi, con l'urbanizzazione estesa di Moena verso il Costalunga, le due malghe sono state quasi inglobate nella periferia.
Sorgono al limitare del conosciuto e del noto con l'ormai raro selvaggio e naturale.
Da qui transitava l'antica via che dal Costalunga conduceva a Predazzo, passando per Sorte e malga Peniola, Forno e Mezzavia.
Da molti anni, però, le due malghe non svolgono più il loro ruolo. Anzi, malga Roncac era caduta in disuso e solo da qualche anno è stata completamente restaurata per trasformarsi in ristorante.
Così come malga Panna. Per qualche secolo quest'ultima è stata una delle malghe private più importanti di Moena, tenuta anche da Latanzio Donei, bisnonno di Paolo Donei (nella foto qui sotto), l'attuale chef che ha portato il ristorante Malga Panna ai vertici delle più importanti guide gourmet.
Malga Panna era una vecchia classica malga, una stalla per le mucche, con una piccola stanza in cui dormire e riporre il latte per far affiorare la panna.
La trasformazione in trattoria – la vecchia stalla è stata rifatta pezzo a pezzo da un artigiano, Vigilio Facchini, con un raffinato gusto del restauro – ha dato inizio alla tradizione culinaria famigliare dei Donei: «Io sono nato qui, la nostra casa è il ristorante e quindi la cucina mi ha sempre affascinato e ho iniziato a lavorare in cucina a 15 anni», ricorda Paolo Donei.
[Questo testo è tratto dal secondo volume di Fiorenzo Degasperi "Andar per malghe in Trentino", edizioni Curcu&Genovese, 2015]
ITINERARIO
Accesso stradale
Moena (m 1184) si raggiunge dalla valle dell'Adige deviando ad Ora e attraversando la val di Fiemme fino al paese. Oppure, più lungamente ma sicuramente con un viaggio più spettacolare, da Bolzano, casello nord dell'autostrada, attraverso la val d'Ega e il Passo di Costalunga.
Punto di partenza/arrivo
Moena (m 1184).
Percorso
Dal parcheggio del Navalge si oltrepassa il torrente Avisio e ci si reca nella piccola piazza di Moena.
Si sale quindi da Troi de Sèn Vile in direzione della chiesa parrocchiale, quindi si prosegue per circa 400 metri lungo la strada che attraversa i prati, sino a raggiungere la località Sorte.
Da qui si procede per il ripido tratto, in direzione ristorante Malga Panna. Raggiunta l'ultima curva, lasciamo la strada asfaltata e pieghiamo a destra, percorrendo il sentiero per Roncac-Col Ros e Costalongia.
Superata una breve salita, il percorso continua pianeggiante, conducendoci all'interno del bosco sino a raggiungere un Crocifisso. Qui incontriamo la strada forestale che conduce a Passo Costalunga, la imbocchiamo verso destra e scendiamo, mantenendo la strada sterrata, sino a raggiungere Malga Roncac.
Rientro: continuiamo in discesa verso il paese passando per Strada de Roncac, Strada de Even e Strada de la Madonina e transitiamo al cospetto di una piccola chiesetta e alla fontana del Dante. Proseguendo ci ritroviamo nuovamente al centro di Moena.
Tempi
Ore 2.30 complessivamente.
Dislivello
m 400 circa.