Al rifugio Sette Selle per un assaggio del selvaggio Lagorai
Una bella camminata da Palù del Fersina è l'accesso più facile a questa struttura della Sat di Pergine, punto di riferimento fondamentale in questo angolo del gruppo montuoso che offre varie opportunità di giri ad anello, trekking di più giorni o attività di arrampicata
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Un'escursione di straordinario im patto paesaggistico, un'immersione nella natura con passaggio dal bosco alle inconfondibili rocce dela Lagorai in valle dei Mocheni: è la salita tutta su sentiero comodo, per un'ora-un'ora e mezza, da Palù del Fersina al rifugio Sette Selle (Sat Pergine), a quota 2.014.
E con la possibilità di posizionare il rifugio come punto di appoggio all'interno di un giro ad anello per scoprire altre cime di questo angolo originale del Lagorai: per esempio arrivando o salenmdo al passo Garofani e poi a passo Palù; o dall'altro lato, raggiungere con una traversata il pittoresco lago di Erdemolo.
Si tratta anche, spiega la pagina dedicata, della struttura gestita dai più giovani rifugisti d’Italia, Ruggero Samaden nato nel 2001 e Gabriele Andreatta nel 2002.
Il 20 giugno scatta l'apertura continuata estiva, che proseguirà fino al 20 settembre. Il resto dell’anno, escluso novembre, è aperto tutti i fine settimana (venerdi compreso) e nei festivi.
Inaugurato mezzo secolo fa dalla Sat di Pergine, ha 24 posti letto, suddivisi tra una camerata da 15 persone, una camera da 4 e una da 5 persone.
Il rifugio - si legge ancora nel sito Web - è aperto tutto l’anno nei weekend e festivi, oltre che tutti i giorni da giugno a settembre e da Natale alla Befana. Con la neve è raggiungibile con ciaspole e sci d’alpinismo o scarponi e ramponcini.
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«Ruggero e Gabriele - spiega la pagina - condividono una visione chiara: preservare l’equilibrio tra uomo e natura. Il loro obiettivo è evitare di trasformare il rifugio in un albergo, promuovendo così un turismo sostenibile che valorizzi i prodotti locali e coinvolga le nuove generazioni.
Per loro, il Lagorai deve rimanere un luogo autentico e poco antropizzato, dove ogni gesto rispecchia il rispetto per l’ambiente. Il rifugio è quindi autosufficiente grazie ai pannelli solari e a una turbina elettrica, diventando un esempio virtuoso di impegno verso l’ecosostenibilità.
Non avendo strade o teleferiche i prodotti vengono caricati con l’elicottero (una volta l’anno) e tutti i giorni, anche più volte al giorno in stagione, a schiena.
Per i carichi a spalla si utilizza la Kraizera, uno zaino con una struttura di metallo dove si possono caricare grandi volumi. Quindi se ti fermi a mangiare al Sette Selle, probabilmente chi ti serve il pasto ha anche portato le materie prime sulla schiena fino al rifugio!
Per destagionalizzare il turismo e valorizzare il territorio, il Rifugio Sette Selle organizza eventi speciali come: camp di corsa in montagna e arrampicata, il Vertical del Mercol in estate, la Lagorai Mountain Race; cene a tema con piatti tradizionali come i kropfen mocheni di grano saraceno, e appuntamenti storici legati alla vicinanza con le trincee della Grande Guerra».
Come accennato, i percorsi possibili da questo importante punto di appoggio sono numerosi e tutti di grande interesse. Ecco quelli segnalati dalla pagina Web del rifugio.
Il Sentiero Delio Pace è un percorso ad anello che parte e torna al rifugio sette selle passando dal passo dei Garofani e da cima d’Ezze, ed è uno dei più panoramici e selvaggi della zona.
Gli amanti dell’arrampicata trovano sfide emozionanti su “La Colombara” che ha vari settori con vie multipitch o monotiri, con gradi che spaziano dal 4c al 7a su una bellissima placca porfirica chiodata a spit appena sopra al rifugio.
Per i più esperti, l’Alta Via del Porfido e la Translagorai sono trekking di 2-3 giorni immersi in scenari straordinari.
Il giro ad anello lago di Erdemolo – Rifugio Sette Selle, con i suoi 900 metri di dislivello e 13 km di lunghezza, è imperdibile per gli appassionati e adatta anche alle famiglie passando per il sentiero 324, sconsigliato però nel periodo invernale e primaverile.
Per chi vuole iniziare con l’alpinismo la cresta del Sasso Rotto per il “Sentiero fratelli Giuliani” è tutt’altro che un sentiero, ma una vera e propria cresta alpinistica non attrezzata, molto esposta e con passaggi fini al II+/III grado, che regala panorami mozzafiato.
«Il rifugio Sette Selle - ricorda la Sat di Pergine - è stato inaugurato nel 1978 dopo alcuni anni di duro lavoro da parte dei Soci della Sezione Sat di Pergine Valsugana e da volenterosi che ogni domenica o giorno festivo disponibile, portavano al Rifugio, anche sulle spalle, i materiali necessari alla costruzione dello stesso.
Da una vecchia baita, residuo della Prima guerra mondiale, la sezione Sat di Pergine ha così creato un punto di riferimento per quella fascia di persone che non si fermano all’ultimo paese della Valle ma la loro mèta e ancora più in alto.
L’apertura del rifugio nel periodo autunno-inverno-primavera viene considerato da molti escursionisti un punto di riferimento certo per, dopo ore di camminata, trovare qualcosa da bere o un piatto di minestrone.
Il 2006 ha visto la riapertura e l’inaugurazione del rifugio (18 giugno 2006) nella sua nuova veste più consona alle esigenze delle normative vigenti in tema di igiene e salvaguardia della natura e rispetto dell’ambiente e funzionalità del Rifugio stesso.
Se poi, nel periodo invernale la neve è abbondante, l’escursionista e appagato anche dalla bellezza del paesaggio, dalla possibilità di effettuare escursioni con le racchette da neve oppure con gli sci (qui non servono più i sentieri ma preparazione, esperienza e molta cautela)».