L'EMERGENZA

Gas serra e surriscaldamento: sull'Adamello il flash mob in difesa dei ghiacciai

Weekend di mobilitazione per la Carovana promossa da Legambiente, Cai, Cipra, Fondazione glaciologica italiana e un'altra novantina di organizzazioni: ritrovo a passo Presena: appello per una nuova governance europea per tutelare i giganti bianchi che si sciolgono

Ghiacciai, i detriti rocciosi come coperta termica che rallenta la fusione



Le ripetute ondate di calore, con i danni conseguenti, sono il sintomo della crisi climatica della quale, l'altro volto inquietante sono i ghiacciai che si sciolgono, anche in Trentino Alto Adige e dintorni, sulle Dolomiti e altrove nelle Alpi orientali.

Lo zero termico in alcune fasi sfiora addirittura i 5 mila metri di quota e il fenomeno del surriscaldamento, causato principalmente dalle emissioni inquinanti provenienti da industria e traffico a motore, provoca effetti negativi immediati, come l'allarme siccità con l'agricoltura in sofferenza. 

«Serve un'assunzione di responsabilità collettiva e azioni concrete a partire da una governance europea per i ghiacciai e il riconoscimento dei "giganti bianchi" come beni comuni, in quanto inseriti all'interno di sistemi ecologici, idrologici e territoriali strettamente interdipendenti»: il messaggio è arrivato da un flash mob organizzato nel weekend sull'Adamello dalla Carovana dei ghiacciai di Legambiente

L'iniziativa è stata organizzata insieme al Cai, a Cipra Italia (Commissione internazionale per la protezione delle alpi), alla Fondazione glaciologica italiana e a oltre 90 sigle, tra rappresentanti di Ong ed enti di ricerca di diversi Paesi Ue.

Un'azione comune congiunta che ha presentato la prima piattaforma politica-culturale, nata in Italia, dal titolo «Governare le Alpi che cambiano».

A quota 3000 una grande massa compatta di persone, a simboleggiare il corpo di un ghiacciaio, ha preso forma a passo Presena.

Poi ha cominciato a frammentarsi e ad arretrare, simulando la sofferenza del gigante bianco sempre più sotto scacco della crisi climatica, lasciando così emergere la terra nuda che il ghiacciaio lascia dietro di sé.

Contemporaneamente una rappresentanza del Collettivo Lattea, con una performance di danza contemporanea ha dato voce al grido dei ghiacciai in fusione raccontando anche la trasformazione della relazione tra esseri umani e montagna e richiamando ad una responsabilità collettiva.

Al termine, danzatrici e persone al grido: «Cosa sono i ghiacciai?» hanno risposto: «Un bene comune» e hanno srotolato lo striscione con scritto governance europea per i ghiacciai. L'anteprima sull'Adamello è stata anche l'occasione, come detto in precedenza, per presentare e annunciare la nascita della piattaforma

«Governare le Alpi che cambiano» che si pone come obiettivo promuovere una nuova visione delle aree glaciali e avviare un percorso per il riconoscimento dei ghiacciai come beni comuni, attraverso una specifica iniziativa legislativa elaborata con il contributo della comunità scientifica e di esperti del settore.

Un messaggio che Legambiente con Carovana dei ghiacciai rilancia nel pieno della quarta ondata di caldo estremo che non risparmia neanche l'alta quota.

Emblematici i tre casi simbolo: Monte Bianco, Marmolada e Adamello. Sulla vetta del Monte Bianco (4.805 m) il 24 giugno la temperatura media oraria ha raggiunto circa +2°C.

Condizioni termiche eccezionali anche sulla Marmolada, dove alla stazione di Punta Rocca (3.265 m) la temperatura è rimasta ininterrottamente sopra lo zero dal 16 giugno, con punte prossime ai +5°C.

Queste condizioni, sottolinea Legambiente, hanno favorito una rapida fusione della neve residua e un'accelerazione dell'ablazione del ghiacciaio.

Le temperature elevate rendono più sottile e fragile anche il ghiacciaio dell'Adamello: la fronte si è ritirata di 265 metri nel solo triennio 2023-2025.

I rilievi condotti da Sat, Muse, Provincia di Trento, Università di Padova e Servizio Glaciologico Lombardo hanno evidenziato una riduzione significativa dell'accumulo nevoso primaverile, in alcuni settori fino a circa la metà rispetto alle medie stagionali.













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